Il 2016 ha chiuso il bilancio sui mutui erogati in positivo. Ma chi non è riuscito a chiudere la pratica alla fine del 2017, di una richiesta di mutuo, sicuramente andrà incontro a condizioni meno convenienti. Se da una parte, secondo quanto riportato dall’Abi, i tassi applicati ai prestiti personali sono scesi, dato confermato anche da numerosi comparatori online che si basano proprio sull’ampio uso degli utenti per ricerche ad esempio sul rinnovo cessione del quinto Zonaprestiti.com o simili, per i mutui saremmo in controtendenza.

L’Abi ha rilevato un aumento pari quasi a 0,08%, ma i calcoli del Barometro Crif sono meno positivi. Il primo mese del 2017 ha riservato un incremento medio del tasso finito dei mutui a tasso fisso pari a 0,15%, quindi circa il doppio di quanto stimato dalla stessa associazione bancaria. Il dato sarebbe ancora più negativo se venisse paragonato con il trend in forte contrazione rilevato fino al mese precedente, che comunque aveva portato ad una riduzione del 19% negli ultimi 8 anni considerati.

C’è infatti da far notare che il sottostante (Irs o Euris) è andato incontro a consistenti aumenti (di circa 40 punti base) per cui le banche hanno leggermente ritoccato gli spread applicati per compensare queste variazioni. Una scelta che generalmente preannuncia tempi meno favorevoli, soprattutto considerata la situazione dei conti pubblici e il problema dei titoli di Stato che vanno facilmente in affanno con i bund tedeschi.

Al di là delle incerte previsioni è certo che le banche stiano facendo una misurata marcia indietro, anche se allarmarsi è troppo prematuro, visto che si tratta di un primo movimento con trend contrario a quanto eravamo stati abituati, per cui si dovrà andare a osservare con attenzione le scelte che i principali Istituti di credito faranno nei prossimi 3 o 6 mesi.

Questi cambiamenti potrebbero mettere un freno al traino dei mutui fino ad oggi rappresentato soprattutto dalle surroghe, considerato che per il settore immobiliare, nonostante i più favorevoli mutui, non si può ancora parlare nemmeno di “ripresina”.

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