Lo scorso 9 febbraio il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, in collaborazione con i comitati per il NO, ha lanciato una petizione popolare per richiedere una legge elettorale proporzionale che abolisca premi di maggioranza spropositati e che garantisca realmente la scelta dei rappresentanti. Il 23 febbraio è stata presentata alla libreria Ubik di Napoli.

I comitati richiedono, con questa petizione rivolta al Presidente del Senato e al Presidente della Camera dei Deputati, che il dibattito sulla legge elettorale si indirizzi in direzione di un sistema proporzionale che abolisca l’attuale premio di maggioranza con soglia al 40%, che elimini la prassi dei capilista bloccati e delle candidature multiple.

petizione legge elettorale proporzionale
petizione legge elettorale proporzionale

Ad aprire la conferenza napoletana, il professor Giovanni Lamagna:

“Vogliamo raccogliere le firme dei cittadini affinché anche questi entrino in un dibattito che sembra essere invece destinato ai soli addetti ai lavori. Eppure, c’è stato un referendum che ha visto una partecipazione straordinaria, ma di cui pare non si voglia tener conto.

Vogliamo una legge elettorale proporzionale perché pensiamo che sia la più corrispondente al dettato costituzionale. All’articolo 48 della Costituzione si dice che il voto deve essere, non solo personale, ma anche eguale e libero.

“Voto eguale” vuol dire che il mio voto deve pesare tanto quanto quello di tutti gli altri cittadini italiani. Laddove invece vengono previsti premi di maggioranza spropositati, in contemporanea con soglie di sbarramento altrettanto spropositate, del tipo del 5%, si viene a invalidare il principio del voto eguale, perché il voto per i partiti o per le coalizioni che risulteranno vincitori, alla fine, avranno un peso maggiore del voto dei cittadini che hanno votato per liste che alla fine risulteranno, invece e per così dire, perdenti.

Il voto poi deve essere libero e ciò significa che oltre al partito, alla lista, devo scegliere anche i miei rappresentanti. Laddove, invece, vengono previsti dei capilista bloccati, il voto risulta senz’altro meno libero”.

petizione legge elettorale proporzionale
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Lamagna ha poi passato la parole al professore Massimo Villone del coordinamento nazionale e presidente del Comitato contro l’Italicum e per la Democrazia Costituzionale:

“Per capire il dibattito bisogna partire dall’ultima sentenza della Corte Costituzionale, che ha risolto alcune questioni sollevate dalla stessa squadra di avvocati che aveva attaccato il Porcellum e che ha rinnovato questo tentativo di incidere sulla legge elettorale per via giudiziaria, grazie alla sentenza 35 del 2017.

Dobbiamo dire che questa è stata una sentenza deludente, perché la Corte ha dato una lettura minimale. Avrebbe potuto essere più coraggiosaNon che non ce lo aspettassimo: nell’ipotesi che ciò accadesse avevamo fatto partire un tentativo di referendum abrogativo dell’Italicum, un tentativo che purtroppo è fallito. Abbiamo raccolto, infatti, un numero di firme considerevole, circa 420mila, tantissime visto che eravamo quasi soli in campo a raccoglierle, ma non sufficienti.

Con l’ultima sentenza rimangono nel sistema elettorale due caratteristiche che riteniamo non accettabili e cioè il premio con la soglia al 40% e i capilista bloccati. La Corte ha cancellato, dei tre pilastri del sistema, solo il ballottaggio nel caso di mancato raggiungimento della soglia del 40%.

Il problema che si sta verificando adesso, tra gli altri, è che al 40% non ci arriva nessuno prevedibilmente, perché siamo ormai in un sistema sostanzialmente tripolare, con tre soggetti vagamente equivalenti nella proiezione di forza elettorale; quindi si sta determinando una spinta alla coalizione. Ciò significa che si sta esercitando una spinta sul sistema politico a favore di frammentazioni strumentaliPiù in generale possiamo dire, poi, che una cosa come la soglia al 40% incentiva il Partito della Nazione. È uno stimolo forte, ma questo è uno scenario del lungo periodo. Nell’immediato, invece, vediamo pezzi che si spostano perché pensano magari di trovare il modo di arrivare al governo.

I capilista bloccati sono uno strumento funzionale al controllo delle liste dei candidati da parte di chi fa le liste, quindi per il Segretario del Partito e i gruppi del Partito. In realtà è uno strumento che ha come ultimo fine quello di arrivare, in futuro, a un Parlamento docile e asservito. Per i capilista, in particolare, la Corte ha richiamato questo curioso meccanismo del sorteggio, secondo cui laddove ci fossero candidature multiple, si procederebbe, appunto, al sorteggio. Per capire quanto il ragionamento non tiene, basti pensare che sarebbe sufficiente per il Partito non mettere in campo candidature plurime, ma mettere singoli candidati in singoli collegi, bloccando così tutti quelli eletti.

La decisione della Corte Costituzionale mi fa pensare che la soluzione oramai va ricercata in politica e non da un punto di vista giudiziario: non si può contare più su una presunta incostituzionalità della legge, visto che ormai la Corte ha deciso in questa direzione”.

Il professore ha poi analizzato, sempre in ottica “legge elettorale”, la situazione attuale della sinistra italiana:

“A sinistra come impatta tutto questo? Quei pezzi di sinistra che pensano già di essere l’ultimo vagone del treno del Pd, hanno interesse in queste soluzioni. Vogliono la coalizione. L’altra sinistra, invece, quella che non è già in questa prospettiva, ha interesse a un sistema proporzionale perché esso consente di costruire un polo che sia in grado di competere.

La “sinistra al di fuori del Pd” ha come interesse primario, se non vuole essere solo un “rifugio per Combattenti e Reduci”, quello di scendere in campo per essere elettoralmente competitiva e quindi avere un progetto politico autonomo ed essere misurata per quello che è su quel progetto. Per questo ha bisogno di un sistema proporzionale perché qualsiasi altro sistema potrebbe far morire questo progetto ancor prima che nasca.

Questa è una materia in cui anche il non fare può far morire la sinistra: basti pensare al Senato, in cui ci sono soglie di sbarramento al 3, all’8 e al 20%. Qui la sinistra potrebbe morire prima ancora di arrivarci: alla controparte politica basterebbe semplicemente evitare che si faccia qualcosa. A volte alla sinistra manca la comprensione del nesso tra il fare istituzionale e l’esito politico. Bisogna avere ben chiaro qual è il senso e la portata delle scelte che si fanno o che non si fanno.

Con questa petizione sollecitiamo, allora, la sinistra a dare vita a un processo intrusivo e che non tenda ad alzare bandierine spesso seccanti”.

petizione legge elettorale proporzionale
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L’intervento di Villone, dunque, ha illustrato ai presenti (tra i quali vi era anche Pino De Stasio, consigliere alla II Municipalità di Napoli per Sinistra Italiana) non solo il contenuto della petizione e le ragioni che dietro essa si celano, ma anche gli errori e i ritardi che Corte Costituzionale e Governo (di sinistra) stanno commettendo nella costruzione della legge elettorale.

In chiusura, Maurizio de Stefano del coordinamento napoletano ha illustrato le modalità della campagna:

“Essa si articola attraverso tre strumenti per ottenere il consenso sulla petizione:

  • lo strumento dei banchetti in piazza. Cominceremo domenica prossima a piazza Carità. Grazie a un minimo di raccordo tra i comitati referendari provinciali, tale attività dovrebbe essere condivisa anche da altre città come Portici, San Giorgio, Afragola e altre;
  • lo strumento del “porta a porta”, nel senso che chiunque può stampare un modulo di raccolta firme e raccoglierne nel proprio ambito di conoscenze;
  • altra possibilità è quella di firmare la petizione online su change.org (qui il link: https://www.change.org/p/restituire-la-sovranit%C3%A0-agli-elettori)”.

Per chi volesse approfondire l’analisi sulla petizione, è possibile leggerne anche sul sito del comitato di Napoli (www.coordinamentodemocraziacostituzionalenapoli.it) e sulla pagina Facebook dello stesso (Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Napoli).

Desire Rosaria Nacarlo

 

 

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