Napoli. Sanità. Si torna a sparare e la cosa sembra non avere mai fine. “Poppella” l’ultimo obiettivo. Negli ultimi tempi, ormai, si sono susseguite innumerevoli “stese” ad una delle quali ci ha rimesso la vita Genny Cesarano.

Anche questa volta qualcuno poteva rimetterci la vita. Pare infatti che gli spari siano avvenuti in orario di particolare affollamento di genitori e bambini (7:30 circa), vista la vicinissima scuola sita in Via Mario Pagano.

Quando siamo accorsi sul posto c’era ancora molta agitazione tra i residenti, alcuni dei quali invitavano chiaramente le forze dell’ordine ad andare a stanare chi aveva commesso il terribile gesto. “Voi sapete” dicevano, “perché non andate a prenderli nelle loro case?”. Una domanda che tutti i cittadini onesti si fanno sempre più spesso ed a cui non viene mai data una risposta.

Intanto, nel suo negozio, Ciro Poppella, dopo i rilievi della Polizia, iniziava a togliere i suoi dolci dalla vetrina resa opaca dai proiettili. Sguardo indecifrabile il suo. Non disperato, ma carico di dignità. Non arrendevole ma triste.

Cosa farà Ciro adesso? Ci auguriamo che non perda l’entusiasmo nel creare ancora con maestria un dolce che è diventato ormai un’icona. Che non perda l’entusiasmo ad alzarsi alle 5 del mattino per lavorare, e fare da esempio in un quartiere dove in molti vogliono solo succhiare da chi lavora e seminare morte e paura.

Ma come può uno Stato accettare tutto questo? Eppure accade ormai quasi tutti i giorni, ed aumenta la rassegnazione. Possibile che qui non si possa far nulla se non delinquere? Possibile che non esista futuro per nulla?

Pochi metri più avanti c’è la statua realizzata in onore della giovanissima vita spezzata di Genny Cesarano. Poteva sembrare un segno di riscatto, un messaggio a non arrendersi. Ma con tutto quanto continua ancora ad accadere quella statua non ha più un’anima. Sembra sempre più l’immagine della rappresentazione concreta dello Stato: una statua di ferro.

Salvatore Annona

 

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Nato a Napoli nel 1975 vi ho vissuto fino ad oggi, senza mai emigrare. Dopo il diploma di geometra, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Civile nel 2005 con tesi in Ingegneria Sismica. Ho una splendida famiglia con moglie e due splendidi figli. Attualmente esercito la libera professione e sono membro della Commissione Manutenzione e Recupero degli Edifici Industriali presso L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli.
Curioso sin dalla nascita, ho coltivato diverse passioni come la lettura e la grafica digitale.
Amo immensamente la musica e lo sport (in particolare il calcio ed il tennis).