Se avete voglia di mettervi in gioco facendo un’esperienza lavorativa all’estero ma non sapete quale Paese europeo sia più adatto a voi, tenete ben in considerazione la Francia che, in questione di immissione nel mondo del lavoro e a quanto Stato sociale è probabilmente tra le più avanzate dell’Europa sud-occidentale.

Infatti, che voi abbiate una laurea o meno poco importa; in Francia non c’è un’età per iniziare a lavorare né una per smettere di reinventarsi. In qualunque regione francese voi andiate troverete infatti dei servizi utili ed efficienti per inserirvi socialmente e professionalmente. Ma andiamo per gradi. Ipotizziamo che stiate pensando di lasciare tutto in Italia, di decidere di intraprendere una nuova avventura lavorativa proprio in Francia, cosa sapere? Innanzitutto, sappiate che ‘la vie en France’ senza codice IBAN francese (qui chiamato RIB) e senza ‘sécurité sociale’ è davvero difficile. Senza RIB o conto corrente che dir si voglia non potete fare cose molto semplici, come comprare una scheda SIM ad esempio, o pagare un affitto (qui, chi paga grandi somme in contanti è visto in maniera sospettosa e raramente accettano pagamenti in contanti).

È inutile dire che non è facile aprire un conto in banca senza un lavoro, ma ci si può affidare tranquillamente all’ente postale che permette di avere un conto senza spese a chi non ha un reddito. Se l’intenzione è quella di rimanere per un po’ in Francia, andrebbe considerato di fare richiesta a l’assurance maladie della carta sanitaria (sécurité sociale). Sebbene non sia obbligatoria, solitamente è richiesta quando si firma un contratto di lavoro, ma in ogni caso è sempre meglio averla in caso di urgenze e per godere di rimborsi statali.

Una volta chiarite le questioni meramente burocratiche, passiamo alle possibilità di lavoro e quel che ne concerne. In tutta la Francia esiste un ente che permette di trovare lavoro facendo da tramite tra imprese e lavoratori. È il nostro vecchio e ormai desueto collocamento, che in Francia però funziona alla grande! Qui si chiama pôle emploi e con una semplice iscrizione è possibile essere seguito nel proprio percorso professionale da un consigliere personale che suggerisce il modo migliore per accedere al mondo del lavoro. Il primo passo è iscriversi e stampare da subito l’avis de situation da presentare all’ente di riferimento dei trasporti pubblici (a Tolosa è il Tisseo) per avere accesso gratuito a tutti i mezzi di trasporto pubblico, finché non si trova un’occupazione stabile.

Il secondo step è presentarsi al consigliere e caricare il CV sulla piattaforma online del pôle emploi. Nel caso in cui  si abbia intenzione di cambiare lavoro e reinventarsi, il consigliere aiuta a trovare una ‘formazione al lavoro in alternanza’ più adatta, che solitamente dura dai 6 mesi ai 2 anni, in modo da formarsi e lavorare (per questo in alternanza) percependo uno stipendio ed avere, infine, un certificato valido e riconosciuto. E tutto senza cacciare un euro! Chiunque sia iscritto al pôle emploi, infatti, può accedere gratuitamente a delle formazioni secondo il proprio CPF (Compte Personnel Formation), ossia delle ore di formazioni finanziate dalla regione che ognuno ha a disposizione.

E infine, non dimenticate di approfittare del servizio CAF (Caisse nationale des Allocations familiales) per richiedere aiuti statali per pagare l’affitto nel caso foste studenti o momentaneamente senza lavoro. Insomma, la Francia accoglie piacevolmente chi decida di impegnarsi seriamente nel cercare lavoro. Il pôle emploi è solo uno dei tanti modi per inserirsi facilmente e per avere un aiuto e un accompagnamento. Ce ne sono tanti e vi stupireste nel scoprire come la Francia cerchi di trattenere il più possibile quelle mani ed quei cervelli in fuga dall’Italia, per crescerli e creare in loro fidelizzazione, conquistarli e proporsi come patria alternativa. Qui tutti hanno pari dignità e possibilità e sentirsi perso, senza alternativa e via d’uscita è quasi impossibile.

In Francia vige ancora il motto: Liberté, Égalité, Fraternité. Concetti applicati nelle piccole cose, nella vita di tutti i giorni e se questo va a discapito di una certa flessibilità che ben venga considerando i risultati.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.

2 COMMENTI

  1. Grazie dell’ottimo articolo! Due domande: si presume comunque una buona conoscenza del francese? Se uno decide di formarsi (visto il periodo piuttosto lungo di 6 mesi minimo) come fa a mantenersi nel frattempo? Ho letto che, in assenza di un regolare lavoro, è impossibile affittare una casa…A meno che non ti paghino qualcosa durante questi corsi di formazione.. Grazie!

    • Ciao Luciana, sono contenta di sapere che l’articolo ti è stato utile. Per quanto riguarda l’affitto, senza lavoro o qualcuno che garantisce per te è difficile poter affittare un appartamento, in ogni caso potresti pensare di affittare solo una stanza o un appartamento con giovani studenti. È di certo più facile. In ogni caso per chi non lavora ma ha intenzione di farlo, se ci si iscrive alla CAF è possibile ricevere un sussidio per pagare l’affitto, ma non è immediato, ci vogliono circa sei mesi. Quindi, almeno all’inizio bisogna investire una certa quantità di denaro, che per la maggior parte viene restituto dallo Stato, una volta fatta la richiesta. Se hai bisogno di capire come funziona, partendo dall’esperienze di persone che sono in Francia da tempo, puoi cercare i gruppi facebook degli italiani in Francia. Ad esempio esiste ‘italiani a Tolosa’ in cui è possibile chiedere consigli o eventualmente chiedere se qualcuno cerca un coinquilino o si hanno norizie di lavori facili e veloci.

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