Sono tante, forse ancora troppe, le donne vittime di violenza. Una violenza di cui spesso non si parla. Per fortuna però, da un po’ di tempo, dalla parte delle donne ci sono i centri antiviolenza. Luoghi dove le vittime di soprusi possono trovare rifugio e supporto psicologico, affidandosi ad esperti. Ma non solo: è  affidata ai centri e agli sportelli antiviolenza l’educazione dei giovani contro la violenza di genere. Convegni, incontri e giornate di discussione, progetti in scuole e università, per insegnare alle giovani donne come riconoscere il male, che spesso si nasconde dietro comportamenti apparentemente innuocui.

centri antiviolenza

Forte è l’attenzione data a questi temi in Campania, dove è la stessa Regione a prevedere dei fondi da destinare ai centri antiviolenza.  I piani di zona dell’assistenza sanitaria prevedevano la presenza di un centro per ogni ambito territoriale. Proprio per questo motivo aveva destato scalpore la notizia della chiusura, dopo soli otto mesi di attività, dei centri di Roccapiemonte e Sarno.

Lo aveva reso noto il consigliere regionale pentastellato Michele Cammarano che aveva sottoposto, attraverso un’interrogazione parlamentare, la questione all’attenzione del presidente Vincenzo De Luca e dell’assessore alle Pari Opportunità:  “Chiediamo che gli sportelli di Roccapiemonte e Sarno possano riprendere la loro attività, in  conformità con il piano regionale che prevedeva misure di assistenza alle vittime di violenza.”

A far luce sulla spinosa questione è stata l’assessore Chiara Marciani. Il piano che prevedeva il finanziamento di 180.000 euro per l’apertura dei centri anti violenza riguadava l’ambito SA 1, che comprendeva i dodici comuni dell’agro nocerino sarnese.

Un recente rinnovamento, risalente ad aprile 2016, disarticola il piano di zona ridividendo i comuni dell’agro nocerino sarnese in 3 diversi ambiti.
Ambiti che hanno diviso i comuni di Sarno e Roccapiemonte da quello di Angri. Ecco quindi il motivo della chiusura degli sportelli, che di fatto dipendevano dal centro antiviolenza di Angri.

Le risorse del piano straordinario contro la violenza di genere, permetteranno a brevissimo ad ogni nuovo ambito territoriale di avere almeno un centro antiviolenza sul proprio territorio; nel frattempo i Comuni di riferimento si sono alacremente attivati al fine di permettere alla donne già prese in carico presso il  centro antiviolenza di Angri, per il tramite degli sportelli di Sarno e Roccapiemonete, di continuare ad avere adeguata assistenza.” ha rassicurato l’assessore Marciani.

Angela Avallone