Accuse pesanti da parte di Forza Nuova. Il responsabile del movimento Salvatore Pacella senza mezze misure ha reso nota la sua intenzione di voler far chiudere il locale di Via Abate Minichini “Macho Lato”, a sua detta finanziato grazie ai soldi pubblici.

“O gli tolgono i soldi o lo andiamo a chiudere noi. Come può un organo di governo regalare soldi senza fare i dovuti controlli? ha dichiarato Pacella – Oggi ci sono persone invalide a cui lo stato non riconosce nessun indennizzo o aiuto economico, però in Italia si regalano soldi a certe associazioni che nemmeno dovrebbero esistere, e proprio per questo, nel caso in cui i soldi non gli verranno tolti, insieme alla gente del posto andremo in via Abate Minichini 62 a chiudere il locale. Sono certo che il sindaco De Magistris condannerà questo schifo e soprattutto, sono sicuro che il signor Sannino presidente dell’Arcigay di Napoli prenderà le distanze.”

Le distanze sono state prese, ma non a favore della posizione di Pacella. L’assessore alle Pari Opportunità Daniela Villani attraverso una nota ha chiarito di “prendere le distanze dagli atti di vandalismo a connotazione omofobica perpetrati dagli attivisti di Forza Nuova nelle scorse ore in via Abate Minichini. Ci auguriamo che l’ondata di preoccupante disinformazione e quest’infamante ventata di omotransfobia cessino immediatamente”.

Non è tardata ad arrivare nemmeno la risposta di Antonello Sannino che in un intervista con Pride Online ha tentato di chiarire la situazione. “È palese la cattiva fede di chi all’inizio ha detto che il Macho Lato aveva un finanziamento pubblico. Al di là della polemica nazionale se si prende il progetto, che è stato pubblicato, esso non prevede nessun intervento in tutta la regione Campania. È una situazione pretestuosa, scorrettissima anche da parte del quotidiano “Il Roma” e di altri giornali, che hanno riportato la notizia falsa del Macho Lato come un locale destinatario di pubblico finanziamento. A tutto il personale del Macho Lato e soprattutto a tutte le persone, che frequentano da anni quel locale, va tutta la mia solidarietà e quella di Arcigay Napoli.”

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.