Acerra – La necessità di scendere in piazza. La necessità di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Sopratutto dopo la scellerata decisione presa da parte della Regione Campania, in seguito alla proposta dell’A2A – ossia la società costruttrice dell’impianto – che prevede l’ampliamento del deposito delle ceneri dell’inceneritore e del carro ponte ubicato nel forno dell’impianto.

L’A2A ritiene che questo cambiamento strutturale sia necessario. Tra le innumerevoli cose che rendono indesiderata la presenza di un eco mostro sul territorio vi è la questione legata al rilascio nell’aria dei fattori inquinanti che si sviluppano in seguito alla  combustione dei rifiuti.

Nel 2009, uno studio presentato dall’Arpac, l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania  evidenziava come per nove volte in soli due mesi, i valori della concentrazione nell’aria di Pm10 avessero superato quello minimo consentito.

Ad oggi la situazione non sembra esser migliorata. Se consultiamo i dati ricavati dal monitoraggio giornalieri del 31 Gennaio 2017, si può osservare come il valore minimo di concentrazione di Pm10 venga superato nella zona di Acerra.

La necessità dunque di un popolo martoriato di alzare la testa e opporsi. L’esigenza di costruire un percorso e un momento di confronto.  

La città di Acerra scenderà in piazza venerdì 3 Marzo. Il concentramento è previsto per le ore 9,00 presso piazzale Russo Spena (adiacente alla stazione FS). https://www.facebook.com/events/156039624908071/

Organizzato dall’Unione degli Studenti Acerra e condiviso dalle diverse realtà che compongono il territorio, il corteo vuole essere l’inizio di una mobilitazione generale.

In una nota, i ragazzi hanno spiegato“Siamo consapevoli che da soli non bastiamo a condurre questa battaglia e che la critica deve essere complessiva e deve vivere all’interno della Regione e del Paese, poiché è nelle scelte politiche regionali e nazionali che rileviamo un progetto incompatibile con la nostra visione di società e di sviluppo.  C’è bisogno di partire da quelli che non hanno mai smesso di lottare e riattivare coloro i quali sentono ancora forte il sentimento di riscatto.  È per questo che facciamo appello a tutte le realtà di lotta e a tutte le comunità resistenti della Regione, per costruire assieme un movimento di massa, capace di ribaltare lo stato di cose presenti.”

 

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