La stella dei Golden State Warriors Kevin Durant dovrà star fuori almeno quattro settimane. L’infortunio che ha rimediato nella gara a Washington potrebbe non essere così grave come si pensava: distorsione al collaterale mediale del ginocchio sinistro e una contusione alla tibia. Il tutto sarà poi rivalutato tra un mese.

Per adesso, dunque, resta l’incognita. Kerr può tirare un sospiro di sollievo, non troppo profondo. Durant potrebbe tornare a giocare la regular season ma il condizionale è d’obbligo. L’ultima partita della stagione regolare della squadra di Oakland è esattamente tra sei settimane (vs Lakers).

Il fatto è avvenuto durante il primo quarto della partita di stanotte contro i Wizards, che gli Warriors hanno poi perso 112-108. In una situazione di possesso per gli avversari, Marcin Gortat ha spinto Zaza Pachulia che, nella caduta, è finito addosso al n.35. Durant ha provato a restare in campo per qualche minuto per poi alzare bandiera bianca.

La situazione adesso si complica per Golden State (50-10), che ha naturalmente già centrato i playoff e non rischia niente in questo senso ma potrebbe doversi guardare alle spalle, perché i San Antonio Spurs sono soltanto a poche  vittoria di distanza (45-13).

Quel che è certo è che in caso di infortunio serio la strada che conduce Steph Curry e compagni alle terze Finals consecutive sarebbe in notevole salita. Pur di arrivare a Durant in estate gli Warriors hanno tagliato parti vitali della loro rotazione (Bogut, Barnes, Ezeli, Barbosa). Per ovviare a quest’assenza, Golden State ha deciso di taglie José Calderón, arrivato pochi giorni fa e non ha neanche esordito, per far spazio a Matt Barnes, tagliato a sua volta recentemente dai Sacramento Kings.

Dalle parti del Golden Gate adesso sono tutti col fiato sospeso. Tra 28 giorni si saprà probabilmente il destino della loro stagione.

Michele Di Mauro

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