Essendo stati resi noti i preoccupanti risultati della perizia effettuata dal geologo Galli sui suoli dell’area ex Italsider di Bagnoli sottoposti a sequestro giudiziario, per il Commissario straordinario di Governo Nastasi è il momento di annunciare l’accelerazione del cronoprogramma previsto dalla cabina di regia per la riqualificazione della zona.

In effetti, stando alle parole di Nastasi riportate oggi dal quotidiano La Repubblica, la perizia di Galli ha avuto l’effetto, oltre che di sbloccare finalmente l’impasse in cui era malauguratamente di nuovo finita la vicenda di Bagnoli (dalla magistratura era arrivato lo stop alla road map del Commissariato, a causa della necessità processuale di analizzare prima i suoli e soltanto dopo di autorizzare eventuali nuovi interventi), di fornire un’insperata accelerazione all’intero procedimento.

Infatti, sostiene Nastasi, proprio i risultati della perizia pubblicati nei giorni scorsi, che molti hanno definito “allarmanti”, invitano ad ultimare al più presto una rigorosa caratterizzazione dei suoli e quindi a procedere altrettanto speditamente alle gare per l’assegnazione della bonifica di Bagnoli. Il tutto, da realizzarsi se possibile entro fine anno, in modo da non perdere altro tempo sulla strada della riqualificazione. 90 giorni è comunque il periodo minimo che dovrà ancora trascorrere prima della definizione degli stessi bandi, poiché prima non saranno disponibili i dati definitivi delle analisi di caratterizzazione.

Ora che si sa, sia dal punto di vista amministrativo che giudiziario, in che stato disastrato versa Bagnoli, secondo Nastasi l’attuazione del cronoprogramma e la sua velocizzazione non sarebbero più differibili per evidenti motivi di «salute pubblica». Proprio il lavoro del perito Galli che denuncia questo stato di cose, insieme con i dati che emergeranno dalla caratterizzazione in atto a cura di Invitalia, sarà la base tecnica da cui partire per fare il punto della situazione e stilare i bandi di gara internazionale che individueranno chi si farà carico della nuova bonifica.

Per queste ragioni, alla scadenza dei 90 giorni sarà necessario coordinare al meglio interventi e tempi, per rendere tutto esecutivo il prima possibile: ecco spiegata la convocazione, al più presto, di una nuova seduta della cabina di regia per programmare i nuovi interventi sulla base dei risultati della caratterizzazione. Va tra l’altro messa in pari il progresso delle operazioni sull’entroterra con quello sull’area prospiciente il mare che, non essendo stata sottoposta a sequestro, è da tempo monitorata dalla stazione zoologica Andrea Dohrn. Come infatti sottolineato nei giorni scorsi dall’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, pur essendo una Bagnoli che si muove, lo fa però «a due velocità».

In ultima analisi, vale la pena di soffermarsi sul rischio per la “salute pubblica” ventilato da Nastasi. Seppure un certo allarmismo sullo stato presente dei suoli di Bagnoli e, di conseguenza, sui rischi per i residenti, sia coerente coi risultati della perizia, non si può comunque affermare con certezza scientifica che il livello di inquinamento sia tale da poter determinare dei rapporti di causa-effetto tra eventuali malattie degli abitanti e la presenza di sostanze nocive. È un punto, questo, chiarito dallo stesso perito Galli, sulla base della constatazione che mancano «dati epidemiologici e dati di monitoraggio biologico».

Ludovico Maremonti

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Nato a Napoli 29 anni fa, ho conseguito la maturità classica nello storico Liceo "Sannazaro", quindi la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Attualmente sono dottorando di ricerca in Storia delle Istituzioni presso l'Università "La Sapienza" di Roma. I miei interessi principali sono la geopolitica e il diritto internazionale, ma non dimentico di guardare anche ai problemi (e ai pregi) della mia terra.