E’ stato presentato l’1 marzo il nuovo piano di rientro dell’azienda Anm per il triennio 2017/2019.

Il piano di rientro dell’azienda Anm prevede un aumento delle tariffe e un taglio al personale pari a 644 dipendenti. Le tariffe per le corse dovrebbero arrivare, secondo quanto previsto dal piano di rilancio, a 1,30€ nel 2019.

Per i lavoratori che continueranno a far parte dell’Anm ci sarà un aumento delle ore di lavoro, arrivando a 39 ore settimanali, a parità di salario.

Sono state molte le proteste che in questi giorni non hanno permesso il regolare funzionamento dell’Azienda Napoletana Mobilità, e insieme ad esse i disagi che hanno dovuto sopportare i cittadini.

Dal deposito di Cavaleggeri d’Aosta su un totale di 70 autobus solo 6 erano in funzione l’1 marzo. Questo ha portato forti disagi nelle aree del Vomero, Chiaia e Fuorigrotta, dove i primi a risentirne sono stati gli studenti universitari, rimasti a piedi.

I disservizi sono dovuti anche a motivi tecnici, veri problemi lamentati dai dipendenti. Infatti a molti bus di linea manca la manutenzione e nella giornata di ieri un treno della Linea 1 della metro si è dovuto fermare a causa di un guasto. La cabina di guida si è riempita di esalazioni di fumo probabilmente dovute a vecchie guarnizioni. Le corse della metro hanno subito gravi ritardi, e i cittadini oltre ad essere stati costretti a lunghe attese, si sono trovati di fronte a vagoni sovraffollati.

Il disagio che stanno vivendo in questi giorni migliaia di cittadini, a causa di un blocco anomalo di decine di mezzi, non è tollerabile. Abbiamo chiesto ad Anm di predisporre le linee di risanamento per evitare il fallimento. Abbiamo chiarito le volontà del Comune: un’azienda pubblica, pur potendo vendere a privati fino al 40% delle azioni; nessun licenziamento e tutela dei lavoratori; risanamento vero, a partire dalla lotta verso eventuali sprechi; miglioramento del servizio”, commenta il sindaco Luigi De Magistris.

Anm
Anm sciopero

Basta con i tagli al servizio, soppressione di linee e incapacità gestionale. L’Anm ha bisogno di un management capace, ma soprattutto libero da condizionamenti politici e sindacali”, afferma Adolfo Vallini dell’Usb sulla sua pagina facebook.

“I dirigenti – continua Adolfo Vallini – sembrano essere dei burattini che rispondono ai poteri forti della politica e dei sindacati. Una azienda che continua a mettere al centro l’interesse delle lobby di potere al posto di quello generale.
Vengono alimentati contenziosi lavorativi, giustificandoli con semplici “sbagli” nell’affidare mansioni superiori ai dipendenti, per poi successivamente chiuderli con transazioni che portano al riconoscimento di parametri superiori per il lavoratore e un aumento dei costi di gestione per la collettività. Tutto questo può avvenire nel silenzio assordante della proprietà? È forse un fallimento pilotato quello di Anm? Il Sindaco quando riprenderà la situazione nelle mani?”.

Andrea Chiara Petrone

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Studentessa di culture digitali e della comunicazione. Amo profondamente leggere, dai grandi classici della letteratura fino ad arrivare agli autori contemporanei. Non amo particolarmente il cinema ma sono una patita delle serie tv. Il mio sogno è poter diventare un giorno giornalista, poter viaggiare e studiare le diverse culture che popolano il nostro mondo.