Anche nel vorticoso via-vai di uno scalo aeroportuale, tra arrivi e partenze, tra turisti e pendolari, c’è posto per l’arte. A Capodichino, grazie all’intesa con il MIBACT, è partito il primo marzo il progetto “Aeroporto Archeologico”. Con l’esposizione di opere presenti nei più grandi musei Campani, tra copie ed originali, si punta a valorizzare l’immenso patrimonio archeologico della regione.

L’iniziativa partita da Gesac, società che gestisce lo scalo, si colloca in un contesto straordinariamente adatto. In primo luogo, i turisti avranno l’opportunità di ammirare il patrimonio campano fin dall’atterraggio. Al contempo, i pendolari, non rifiuteranno di essere accompagnati da Nike, Hermes, Trittolemo, Urania e tanti altri personaggi classici, durante le corse febbrili agli imbarchi. Il tutto si concretizza in un itinerario che segue esattamente il percorso di arrivi e partenze, con tema “Il viaggio”.

Tra gli originali, le statue di Trittolemo e Urania, provengono rispettivamente dai musei archeologici di Napoli e Capua. Direttamente da Pompei, un triclinium riprodotto con vasellame originale in bronzo e vetro. Il tutto è accompagnato dai versi di Ovidio sullo sfondo. Il celebre poeta latino, fu uno dei primi a trattare il tema del volo, con il mito di Fetonte, tra i più lunghi delle Metamorfosi. A completare il percorso, verrà istallata a breve una sala multimediale, atta all’intrattenimento dei passeggeri in transito.

Da Capodichino, l’iniziativa di Gesac, si diffonderà presto in tutti gli aeroporti italiani. Presto, l’archeologia approderà a Fiumicino, a detta di Vito Reggio, presidente dell’Enac.

Corrado Imbriani

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