La nostra civiltà viaggia ormai così veloce che a volte dimentica coloro impossibilitati a tenere il passo, ponendoli quasi in secondo piano o addirittura in grande difficoltà. Questi ultimi sono gli iscritti alle categorie protette, ovvero persone affette da varie tipologie di disabilità. Tuttavia, quando la disabilità colpisce il lato fisico dell’individuo, alcune situazioni di disagio sarebbero ovviabili se solo ogni città si impegnasse a eliminare le barriere architettoniche.

Difatti, il contrasto alle barriere architettoniche unito al buonsenso e al senso di civiltà utili a semplificare condizioni di vita già complesse sarebbe un grosso passo in avanti.

Ad esempio, talvolta capita di girare per ore in macchina alla ricerca di un posteggio e, nel tentativo di accelerare la ricerca se risulta eccessivo il tempo necessario richiesto, accade che si parcheggi dove non si dovrebbe: nei pressi di una discesa adibita per carrozzine, passeggini o per chi non può utilizzare il gradino del marciapiede. Un’auto lì ferma, che intralcia il libero passaggio, figura tra le barriere architettoniche di una città.

Ma un’auto prima o poi lascerà libero il passaggio, mentre situazioni più problematiche si creano, ad esempio, quando dei locali, per ampliare il proprio servizio, imbastiscono gazebo esterni occludendo proprio le suddette discese.

Ma non solo le discese vengono colpite dagli irrispettosi, spesso la frenetica ricerca di posto auto invita l’automobilista ad occupare  i posteggi riservati/gialli, pur non avendo a disposizione l’adeguato tagliando H, ormai diventato azzurro e nominale – nel primo caso per essere valido in tutta Europa, nel secondo per rendere obbligatoria la presenza del disabile sul veicolo, evitando il prestito a chi non spetti usufruire del servizio.

La società dei disabili chiede aiuto, e degna di nota è l’inchiesta condotta da la Repubblica nel 2014, che analizza nel dettaglio tutte le problematiche delle persone affette da disabilità ed offre consigli per superare molti disagi, comprese le barriere architettoniche.

Eugenio Fiorentino

Si ringrazia Rosario Marineo, in arte Sayo, per la vignetta in copertina.

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto.
Ho frequentato le scuole presso l’istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all’istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt’ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale.
Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico.
Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l’ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.