La Nasa è pronta: il prossimo 19 marzo verrà inviata la sua serra ipertecnologica, chiamata Advanced Plant Habitat (APH), direttamente sulla Stazione Spaziale Internazionale. Un passo in avanti per l’agricoltura spaziale.

I primi tentativi di agricoltura spaziale risalgono a più di dieci anni fa: fiori e piante, soprattutto per uso alimentare; la Nasa ha investito moltissimo in questo settore della ricerca spaziale e ha sviluppato un nuovo modello di serra che, rispetto ad altri metodi, può essere considerato autosufficiente.  Questa serra in miniatura ipertecnologica chiamata Advanced Plant Habitat (APH) è già pronta a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Verrà inviata il 19 Marzo con una navetta cargo e sarà destinata a fare compagnia a Veggie, primo dispositivo Nasa progettato per la coltivazione.  La differenza tra i due modelli è evidente anche in termini di controllo e manutenzione: tutte le attività della piccola serra verranno monitorate e gestite a distanza sulla terra, agli astronauti verranno affidate soltanto piccole attività di routine riducendo al minimo il tempo che l’equipaggio dovrà dedicare alle piante.

agricoltura

La serra non avrà esclusivamente scopi botanici, bensì, come una vera serra, servirà per testare la possibile produzione di cibo fresco nello spazio. Un vero primo tentativo di agricoltura spaziale. La Nasa apre degli scenari nuovi e affascinanti: la prossima nave spaziale diretta su Marte potrebbe essere fornita di una serra, successore del dispositivo APH, in grado di soddisfare le esigenze dei primi uomini sul pianeta rosso. Tutti gli appassionati sono in trepidante attesa del lancio e dei primi dati che il dispositivo restituirà.

serra
Futuro prossimo o fantascienza?

Il dispositivo è un piccolo gioiello della Nasa: in totale presenta 180 sensori in grado di monitorare una notevole quantità di parametri vitali quali ossigeno, temperatura e umidità. Questi sensori monitoreranno con grande precisione tutto ciò che accadrà in ogni parte della pianta: foglie, radici e stelo, senza dimenticare di valutare l’aria ed il terreno nel quale germoglieranno i semi. La prima pianta testata sarà l’Arabidopsis, che sebbene sia estremamente comune e non presenti una grande importante agronomica spesso viene scelta come organismo modello negli studi botanici.

Francesco Spiedo

 

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteMaradona è un cittadino onorario di Napoli
Articolo successivo8 marzo: la programmazione della Rai dedicata alle donne
Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.