Mercoledì 8 marzo la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei apre i siti di Pompei, Olpontis, Boscoreale e Stabiae a tutte le donne, e le omaggia con un ospite d’onore: La Venere in bikini.

Pompei
La Venere in bikini

Oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann), essa fa eccezionalmente ritorno a Pompei nel luogo in cui fu rinvenuta, la domus della Regio I, sostandovi un solo giorno. Un’opera di 62 cm di altezza in marmo pario, di grande forza evocativa, perché Venere non è soltanto la dea della bellezza, un bellezza raggiante per l’oro con cui è dipinto il bikini, ma è anche, insieme al dio Marte, protettrice di Pompei. Esemplata sull’originale ellenistico, essa dà corpo ad un gesto poco elegante, quotidiano, privato: la dea è assurta nell’atto di slacciarsi un sandalo, mentre si appoggia alla statua di Priapo, dio della fertilità, e ai suoi piedi ha Eros, discendente e rappresentante diretto dell’amore che da lei proviene. Esporre questa scultura è indice della volontà di esaltare ed omaggiare la bellezza della donna, intonsa anche nella prosaicità del quotidiano, per mezzo della prima divinità pompeiana. Ella è presente anche in altri luoghi della città sommersa nel 79 d. C. : l’affresco della “Casa della Venere in conchiglia” nonché “Marte e Venere”.

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997, l’area archeologica di Pompei è ricca di testimonianze della vita frenetica di una opulenta città: dal grandioso foro, luogo di comizi, alle terme, al larario pubblico, nonché ai templi dedicati ad Apollo e a Vespasiano, e molto altro ancora. La Soprintendenza – insieme al Mann – cerca con sempre più frequenti iniziative, di avvicinare alla cultura, di stimolare la curiosità e consentire una immersione nell’arte e nella storia anche a chi ne è meno avvezzo.

Le visite non necessitano di prenotazione e si potrà, come di consueto, usufruire del supporto di guide specializzate, abilitate dalla Regione Campania. Le donne entreranno gratuitamente, ma per gli accompagnatori varranno comunque le riduzioni, lì dove si rientra nelle categorie beneficiate.

La Venere in bikini farà poi ritorno al Gabinetto segreto del Museo archeologico, che raccoglie  reperti a sfondo erotico. La domus che l’ha accolta – a seguito della riorganizzazione successiva al terremoto del 62 a. C. – fa parte della sezione delle Regiones I e II, a cui sono stati destinati 105 milioni di fondi nazionali ed europei (FESR) per la messa in sicurezza degli edifici, nell’ambito del Grande Progetto Pompei siglato nel 2012, grazie all’intesa Interistituzionale tra il Ministro dei Beni e delle Attività culturali, il Ministro dell’Interno, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Presidente dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici per la sicurezza degli appalti.

Lo scorso Dicembre, nell’ambito del medesimo progetto, è stata inaugurata la Regio VI, comprendente le case di Pansa, della Fontana Grande, dei Dioscuri, dell’Ancora, di Sallustio, del Fauno, del Labirinto, delle Vestali, degli Amorini Dorati e dei Vettii. Nel corso di tale inaugurazione il Presidente del Consiglio Gentiloni ha sottolineato la centralità turistica degli scavi di Pompei, un patrimonio che è doveroso mettere in sicurezza per preservarlo dal tempo, e custodire in esso le effigie del passato che conserva.

Nel dettaglio, il Grande Progetto Pompei mira alla riduzione del rischio idrogeologico, alla messa in sicurezza delle insulae, al consolidamento e al restauro della muratura, al conseguente aumento delle aree visitabili ed infine al potenziamento dell’impianto di videosorveglianza.

Se una calamità non arginabile ha sommerso Pompei più di duemila anni fa, non si può nascondere che in tempi più recenti altre sciagure, più subdole e furtive, abbiano macchiato i suddetti beni archeologici, manifestandosi con dissesti e crolli, sicché oggi si cerca di risanare le inadempienze delle vecchie amministrazioni, e ricondurre a degno splendore ciò che Goethe definiva “un posto mirabile, degno di sereni pensieri” (Viaggio in Italia). Le iniziative come quella dell’8 marzo non possono che muovere in questa direzione, nella speranza di stimolare il turismo in patria, prima ancora che all’estero.

Paola Guadagno