Napoli. 5mila donne, in contemporanea con altri 48 paesi, sono scese in piazza per dare una nuova connotazione all’otto marzo. Non è una festa ma è un giorno di lotta, di rivendicazioni e di aggregazione.

Hanno scioperato, a lavoro e nella cura della casa e si sono unite al coro di Non una di meno e di altre associazioni attive sul territorio per far sentire la propria voce e la propria dignità. Viviamo in un periodo storico in cui nasce spontanea l’esigenza di scioperare. I motivi, infatti, sono molteplici: per una forma di resistenza al patriarcato, per spazi liberi da una gerarchia di genere, per riappropriasi del proprio corpo.

Ma ciò che preme maggiormente sono i continui aumenti di abusi sessuali e di violenza che sfociano troppo spesso in “femminicidio”. Le donne ierii “come una marea” hanno sfilato per le strade della città e l’hanno inondata. Ad accompagnare il corteo oltre alle tante cittadine, hanno dato il proprio contributo le associazioni del territorio che si occupano proprio della donna.

Presente, infatti, l’associazione Dream Team di Scampia nota appunto per aiutare concretamente le donne del quartiere e non solo. “L’ importante è esserci – spiega Patrizia Palumbo, presidentessa dell’associazione- Esserci proprio per far vedere il nostro impegno che abbiamo nella società, nel territorio e nel nostro quartiere. Vogliamo una società più equa, vogliamo che non vengano calpestati i diritti, vogliamo che non ci siamo più violenze innanzitutto di genere, vogliamo che i bambini vengono rispettati e vogliamo che non ci sia più questo turismo sessuale con le bambine. Insomma vogliamo che tutto sia equo, diritti per tutti.”

Oltre alle associazioni, in piazza vi erano numerosi collettivi e movimenti tra cui,  il Collettivo Autorgonizzato Popolare 80010. “Siamo un collettivo giovanile che lavora sui problemi del territorio e siamo scesi oggi in piazza perché riteniamo che la questione di genere sia un punto cardine che colpisce anche noi e sopratutto un territorio di periferia come quello di Quarto. Siamo qui in piazza con uno striscione che recita “senza donne non c’è rivoluzione” perché riteniamo che la questione di genere non debba essere affrontata singolarmente ma legata alle lotte che quotidianamente portiamo avanti.”

Migliaia di studentesse hanno preso parte alla manifestazione, unite tutte dallo stesso obiettivo. “Parliamo sempre della vittima, parliamo spesso dell’abuso, parliamo spesso della vittimizzazione e non ci occupiamo del contrario. Della celebrazione del corpo femminile, da come liberarci da questi stigmi e soprattutto di come educare alla non violenza di genere.”

“L’uguaglianza è di tutti. Questo sciopero è per tutti. Per le donne, per i migranti, per tutte quelle fasce della popolazione che vengono considerate deboli.”

Lo sciopero di ieri  ha smentito in parte tutti quei stereotipi che vengono affibbiate alle donne. Allora l’augurio concreto da fare a tutte queste donne è quello di lottare tutti i giorni per i propri diritti come se fosse sempre #LottoMarzo.

Maria Baldares

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Classe 1996, nata a Napoli. Laureanda in Scienze della Comunicazione. Ha scritto per diverse testate online e cartacee. Attenta in particolare alle tematiche sociali, si occupa per Libero Pensiero News della sezione Territori.