Il Comune di Napoli si trova ad affrontare una grave crisi in questo periodo che ha causato la sospensione di molti servizi ai cittadini. Tra questi troviamo, in primo piano, la raccolta dei rifiuti, ma anche le case popolari e soprattutto i trasporti.

A minacciare le finanze del municipio napoletano sono, innanzitutto, il pignoramento per oltre 120 milioni di euro, dovuto ai debiti ereditati dal terremoto dell’Irpinia, noto come Cr8. Poi abbiamo gli arretrati dell’emergenza rifiuti: 90 milioni sono stati richiesti dall’unità della protezione civile, per oneri di smaltimento dal 2005 al 2009.

Siamo, dunque, di fronte a debiti di circa 200 milioni di euro.

Tutto questo ha portato a dei provvedimenti drastici, come quello di diminuire i fondi dedicati alle società interne che erogano servizi: Asìa, Napoliservizi e Anm.

L’Asìa, che come sappiamo è l’azienda che si occupa dei servizi di igiene ambientale, cerca di fornire una spiegazione dettagliata della situazione in una lettera scritta dall’amministratore Francesco Iacotucci: “In riferimento alle richieste che pervengono dalle diverse municipalità e alle attività svolte finora, a causa delle difficoltà finanziarie dell’ente in relazione al pignoramento per contenzioso del consorzio cr8, l’Asìa si vede costretta a sospendere a far data da oggi tutti i servizi non compresi nel contratto di servizio dell’azienda. Pertanto attività quali prelievo di sfalci e potature, pulizia di aree oggetto di sversamento illecito di rifiuti, rimozione di materiali da proprietà comunali e quant’altro non rientrante nelle competenze di Asìa, non potranno essere effettuate fino a nuova comunicazione. 

Già da questo si può capire che il disagio nelle strade del Napoletano non sarà poco, resta comunque un asso nella manica: la raccolta differenziata.

Oggi comprende circa 400 mila utenti, ma il comune ha intenzione di estendere questo servizio del porta a porta, fino a comprenderne altri 100 mila, con 7 milioni di fondi regionali. L’obbiettivo finale previsto è di 650 mila utenti, probabilmente però bisognerà aspettare molto per vederlo realizzato.  “L’azienda – conclude Iacotucci- provvederà, fino a cessate esigenze, ad attuare un piano di razionalizzazione dei servizi all’utenza in coerenza con i flussi finanziari resi disponibili”.

Scioperi e disservizi faranno da protagonisti anche all’azienda che si occupa della gestione della mobilità di Napoli. L’anm, infatti , registra perdite per 45 milioni di euro. Ci sono circa 240 dipendenti da trasferire e i biglietti aumenteranno fino a 1,30 euro dal 2017 al 2019.

Un aumento davvero notevole è quello che va ad intaccare i permessi per la sosta dei residenti sulle strisce blu, che schizzeranno dagli attuali 10 euro l’anno a 120 euro. Per recuperare, l’azienda, ha intenzione di trasferire i propri depositi e i parcheggi, rivendendo, in contemporanea, i propri beni, come accadrà con l’ex rimessa di Posillipo, che forse diventerà un supermercato.

Per quanto riguarda la gestione delle Case popolari, invece, troviamo NapoliServizi, una società che gestisce i 23 mila alloggi popolari, la quale ha annunciato vista la grave situazione di liquidità aziendale l’azienda può attivare solo interventi di piccola manutenzione ordinaria rinviando gli interventi di natura straordinaria”.

Notizie e dati in merito sono in continua evoluzione, quindi ci riserviamo al prossimo articolo per ulteriori aggiornamenti.

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