Marten Berger è un giovane producer olandese che ha deciso di dare il via ad un progetto molto particolare. Anche se ” Smells like van spirit “  potrebbe essere definito più che altro come una missione, ambiziosa oltretutto.

Marten ha, infatti, trasformato un vecchio furgoncino VW in uno studio di registrazione molto speciale: ecologico, con pannelli solari sul tetto.

“Ho costruito questo furgoncino perché ho una missione: trovare i musicisti di strada europei più autentici del continente, registrare la loro musica nel mio furgone e condividere le loro storie con voi e con il mondo”

L’obiettivo è, quindi, quello di viaggiare per l’Europa con questo van per catturare l’arte dei migliori musicisti di strada; questo progetto ha iniziato a mettere radici in Marten, come racconta egli stesso, un paio di anni fa.

È iniziato tutto due anni fa, quando ho incontrato un uomo che non dimenticherò mai.”

Marten all’epoca era uno studente di musica. Incontrò quest’uomo in strada, che con la sua chitarra e la sua voce si esibiva dinanzi ad un pubblico quasi inesistente. “…ciò che ho ascoltato era così autentico e puro, ne fui immediatamente catturato”.

E fu così che Berger decise di dover registrare quell’uomo, perché la sua musica meritava di essere condivisa e di essere ascoltata da qualcuno, dal mondo. Da qui nasce l’idea: viaggiare per l’Europa, scovare i migliori musicisti di strada, registrare la loro musica e condividerla.

Perché quell’uomo non poteva essere l’unica bella voce “nascosta” nei, e dai, vicoli delle città. Non poteva essere l’unica bella voce non apprezzata e, a tratti, neanche ascoltata dai frettolosi passanti.

” Smells like van spirit ” è, quindi, un progetto che finisce per diventare una vera e propria vocazione: registrare la bellezza rude di quelle voci di strada e conservare e condividere la loro autenticità, è questa la missione che anima Marten.

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Marten Berger e il suo speciale “van”

La data di inizio del viaggio è fissata per il 12 maggio 2017. Alla fine di tutto Marten ha intenzione di raccogliere la sua “avventura” in un vinile e in un libro foto-documentario che testimoni quello che di bello è stato fatto. Ha anche intenzione di condividere passo per passo le sue giornate, di modo che il pubblico si senta più “partecipe”. Una partecipazione che si può declinare anche in attiva: il pubblico, in effetti, è invitato a dare manforte nel “plasmare” le giornate di Marten, segnalando, qualora lo conoscesse, qualche buon musicista negli angoli reconditi d’Europa.

In tal modo non si è solo spettatori passivi, ma si diventa parte della stessa missione, che finisce per essere sentita come “propria”.

E, difatti, la partecipazione del pubblico è necessaria alla realizzazione del progetto, poiché Marten non può contare solo sulle proprie forze.

Per questo motivo ha deciso di utilizzare la piattaforma Ulule, che è il sito n◦1 del crowdfunding europeo. Con crowdfunding facciamo riferimento, ovviamente, ad un finanziamento collettivo, un processo collaborativo che permette la raccolta di fondi necessari ad avviare un progetto.

E proprio perché questa iniziativa interesserà e coinvolgerà molti paesi, Marten ha bisogno del supporto di tutti quelli che “credono” in questa missione.

Anche perché ” Smells like van spirit ” non ha come unico scopo quello di registrare e condividere la musica dei migliori musicisti di strada d’Europa, e, dunque, cambiare il modo in cui siamo abituati ad ascoltare questi artisti e a fruire dell’arte pura e ruvida delle strade; missione questa, già di per sé, grandemente ambiziosa.

L’altro suo scopo è quello di creare dei legami tra i vari Paesi Europei, usando come filo conduttore la musica e queste storie musicali e questi artisti veri, autentici, che possono trovarsi in ogni dove.

 “Let’s bring Europe a bit closer together” 

La campagna su Ulule 

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Vanessa Vaia

 

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Vanessa Vaia nasce a Santa Maria Capua Vetere il 20/07/93. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico, si iscrive a "Scienze e Tecnologie della comunicazione" all'università la Sapienza di Roma. Si laurea nel 2016 con una tesi sulle nuove pratiche di narrazione e fruizione delle serie televisive "Game of Series".

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