In concomitanza con lo sciopero nazionale e internazionale indetto dal movimento spagnolo Ni una menos, gli studenti e le studentesse dell’Università Degli Studi di Salerno hanno dato il loro contributo con l’evento “Yo decido! Qualche obiezione?”

I concetti chiave della manifestazione sono stati la conoscenza dei corpi e la consapevolezza dei diritti delle donne, le quali molto spesso appaiono ignare e disinformate a riguardo, come il resto della società.

In Italia, come nel resto del mondo, la donna non ha una reale e specifica conoscenza di sé e del proprio corpo, di quali sono i suoi diritti e di come renderli concreti. Inoltre la figura femminile è ancora oggi tremendamente intrappolata in una serie di stereotipi e pregiudizi, catene molto difficili da spezzare.

La studentessa Lisa Lambiase, membro dell’associazione Link Fisciano (e coordinatrice dell’evento), ci spiega come da questi dati sia nata l’esigenza di sensibilizzare e informare le studentesse e gli studenti sul corpo femminile e su quanto le donne nel XXI secolo subiscano ancora discriminazioni.

L’evento è stato diviso in due giorni. Nella mattinata del 7 marzo, gli studenti hanno riempito il corridoio ex lettere di cartelloni, disegni e frasi che smontassero lo stereotipo e il tabù che ruota attorno all’organo riproduttivo femminile.

“Il focus iniziale è appunto la vagina, la quale spesso sembra essere argomento che provoca disagio e frustrazione, quasi come se bisognasse evitare il discorso, per non apparire volgari, per questo motivo abbiamo deciso di decorare il corridoio, disegnando una vulva gigante da appendere in aria e tappezzando le pareti di frasi che ridicolizzassero il pregiudizio che ruota attorno alla vagina, partendo dal nome stesso, il quale per qualche assurdo pudore non viene mai menzionato”.

Il disegno è stato accompagnato poi dai Monologhi della vagina, opera teatrale di Eve Ensler, che approfondisce e tocca temi davvero importanti, soffermandosi su alcuni stereotipi femminili non ancora abbattuti perché si ritiene siano normali e/o veritieri. Infine sono stati scritti alcuni luoghi comuni che gli uomini utilizzano nei confronti delle donne o che le stesse donne utilizzano tra loro, alimentando i disagi che quotidianamente sono costrette a vivere.

La giornata dell’8 Marzo, partendo dallo slogan principale Yo decido! Qualche obiezione? è stata invece interamente dedicata alla discussione sul delicato tema dell’aborto, l’obiezione di coscienza e la piena applicazione della legge 194.

Yo decidoAll’evento hanno preso parte il Professor Adalgiso Amendola, l’attivista Rosamaria Romanelli e la ginecologa Carla Eleonora Ciccone, arricchendolo di interventi, spiegazioni e discussioni costruttive circa temi molto attuale.

“Credo che questi momenti collettivi siano ciò di cui le studentesse e gli studenti hanno bisogno, in quanto, nonostante quotidianamente si parli di globalizzazione e di emancipazione , la società si volge ancora in modo discriminante nei confronti della donna. La stessa legge 194 ne è un esempio, dato che con una percentuale così elevata di medici obiettori, le donne sono costrette a rivolgersi a cliniche private, spendendo capitali e, nei peggiori dei casi, ad abortire in solitudine, mettendo a rischio la propria vita. Purtroppo, bisogna ancora e sempre più frequentemente parlare di questione femminile, come se noi donne fossimo un argomento e non dei soggetti, in quanto non ancora realmente libere da oppressioni e viste in egual modo nella società. Credo, infine, che la giornata di oggi, grazie alla collettivizzazione del ‘problema’, grazie alla presa di coscienza delle persone (donne, maschi solidali, soggetti LGBTQIA) possa segnare il punto di partenza per una reale rivendicazione dal basso, per una concreta lotta contro istituzioni e religioni oppressive e discriminanti. Oggi è stato davvero bello sentir parlare della giornata de “LOTTO MARZO” e non della Festa della donna.”

Queste le parole conclusive della moderatrice della discussione, Lisa Lambiase.

Maria Iemmino Pellegrino