Ci sono giorni in cui la città di Edimburgo è invasa da un intenso profumo di nocciole caramellate. Il grigio della città ha il suo fascino e, tra le strade bagnate di pioggia, spesso si sente quel dolce profumo di zucchero che fa venire voglia di ritrovarsi dinanzi ad un fuoco scoppiettante, con le gocce di pioggia che ticchettano sui vetri e che danno quella incredibile sensazione di essere vivi, di avere dentro una assurda serenità, una voglia di fare smisurata, anche in una città fredda e senza sole.

Molti giudicano questo posto senza averlo mai conosciuto ed altri continuano a pensare che nessun posto sia migliore di casa propria. Forse questo sarà anche vero, ma facendo qualche conto, si arriva alla placida conclusione che qualsiasi posto può essere casa propria, con un buon lavoro, amabile cibo e… un bicchiere di whisky!

Al di là dello stereotipo che nelle capitali del nord non ci sia il sole, che la gente corre tutto il giorno tra un autobus e l’altro e che le strade sono grigie, a Edimburgo c’è la realtà verdeggiante dei parchi e dei suoi suoli fertili, dell’aria buona ed incontaminata e dell’acqua limpida (e pubblica!), seconda in Europa. Tutto questo favorisce l’incomparabile qualità del cibo scozzese, come le eccezionali bistecche di manzo di Aberdeen o il salmone delle Shetland, o il singolare huggis, che con il whisky e l’Irn bru restano i principali simboli del Paese.

EdimburgoDalle Highlands alle Skye, dallo Speyside alle Orcadi, la Scozia è la nazione che produce i whisky più pregiati al mondo e tutto questo è reso possibile grazie alle sue caratteristiche paesaggistiche, alla sua ricca qualità di orzo e di torba e alle sue sorgenti d’acqua purissime.
Simbolo e orgoglio nazionale, il whisky è dunque la bevanda nazionale scozzese più esportata nel mondo. La distillazione di questo superalcolico è un’arte perfezionata di generazione in generazione. Stoccati e messi a maturare negli antichi magazzini divenuti ormai l’immagine più importante del paese, molti whisky riposano per decine e decine di anni, fino a quando non raggiungono la perfezione: un lungo letargo prima di un epico risveglio, come ci ricorda un antico spot pubblicitario in cui una bottiglia andava a disturbare impaziente il sonno di un’antica botte!
Ogni regione della Scozia è specializzata nella produzione di una differente qualità di whisky, unica nel suo genere. Da quelle dolci e fruttate, a quelle leggere ed erbacee, fino a certe altre dalle note salate che rievocano il mare o forti aromi di terra. Su di un territorio esteso quasi 80mila kmq è possibile trovare circa un centinaio di distillerie, alcune delle quali restano chiuse anche per molti mesi, a seconda delle condizioni della terra e della richiesta del mercato. Molte delle distillerie chiuse ipotizzano una grande quantità di prodotto, che con il passar del tempo diventa sempre più pregiato e costoso. Quello del whisky resta, infatti, pur sempre un business, oltre che una nobile arte in grado di raggiungere solo la perfezione più assoluta.

Dal gaelico “acqua della vita”, il whisky resta una delle bevande più famose al mondo e la merce d’esportazione più importante della Scozia. Al pari dei castelli, ulteriori simboli indiscussi del Paese, le distillerie di whisky sono una vera e propria attrazione turistica e per tutti gli interessati sono possibili svariate tipologie di tour che concedono visite guidate agli smisurati campi d’orzo, alle fonti d’acqua suggestive e a tutti gli altri pazienti ed energici retroscena impegnati nelle differenti produzioni del distillato scozzese simbolo.

Tour che combinano i migliori malti ai piatti tipici del Paese, come l’huggis, poco piacevole alla vista poiché avvolto nell’intestino di pecora, che combina carne, farina d’avena, cipolle e spezie varie, o il black pudding, una sorta di grasso e sangue di maiale mischiati a farina di orzo e avena, cucinato alla piastra, bollito o al forno. Da non dimenticare anche la possente qualità di latte e formaggi o l’indiscusso salmone pescato nelle acque fredde del nord, in gran parte affumicato e spedito in tutto il mondo.

Se la “Scots cuisine” rimane una cucina piuttosto semplice e non troppo elaborata, frutto di ricette provenienti anche dall’estero, quello che stupisce di più è quanto gli scozzesi abbiano un’identità propria e nello stesso tempo quanto essi siano capaci di aprirsi al confronto con altri popoli e quindi altre culture.

Perché, ciò che contraddistingue queste persone è proprio la possente capacità di avere una forte individualità e, allo stesso tempo, essere aperti ad ogni altra differente relazione.

Ulteriori informazioni e curiosità: Scotland, Edimburgo.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it