Felice Pignataro in una lettera indirizzata all’IACP (Istituto Autonomo per le Case Popolari) scriveva: “Abusivo non è chi restituisce all’uso dei cittadini una struttura abbandonata da anni e ritenuta pericolosa per l’incolumità degli stessi, ma piuttosto il potere che per anni espropria i cittadini, per incuria, delle strutture che potrebbero migliorarne la vita”.

Correva l’anno 1994 quando Felice inviò questa lettera in cui spiegava le proprie ragioni. Ma le battaglie legali iniziarono nel 2005. Una storia che non vuole vedere una fine. Il Gridas svolge le proprie attività e accoglie i cittadini del quartiere in un immobile sito a via Monterosa. Il proprietario dell’immobile è lo IACP solo che la struttura è sempre stata abbandonata.

Se questo posto, infatti, ha una vita è solo grazie ai membri del Gridas che l’hanno curato e riempito di gioia e murales realizzati dallo stesso Felice. Il Gridas in tutti questi anni ha dovuto rispondere a diversi processi, prima di natura penale e adesso civile. L’accusa mossa nei loro confronti è quella di occupare l’immobile abusivamente. Un primo step è stato vinto ma è stata una vittoria apparente in quanto il processo è stato nuovamente aperto.

Lunedì 13 marzo è fissata l’udienza civile ma l’obiettivo è quello di sperare nel buonsenso dell’IACP e rimandare il processo. Il Comune di Napoli si schiera dalla parte del Gridas dichiarando il centro sociale bene comune. Il Gridas ormai è conosciuto a livello nazionale. Fa parte della storia del quartiere e la storia non può essere distrutta. Lo IACP a quanto pare non tiene conto di questo e lo dimostra anche il fatto che non è mai stato presente sulla struttura né per la manutenzione ordinaria né tanto meno per quella straordinaria.

Diversi lavori sono stati realizzati all’interno. Sia quando accidentalmente la parte superiore della sede subì un incendio, sia quando nel 1987 i terremotati occuparono il primo piano e abbandonarono lo spazio solo quando gli furono consegnate le abitazioni, lasciando il luogo in condizioni pessime. Insomma lo IACP si rende conto di questo posto solo dopo che è stato curato e riqualificato.

La sfida più grande del Gridas è stata quella di coinvolgere gli abitanti di Scampia, riuscita donando una voglia di libertà alla comunità. È sempre stata in prima linea per donare gioia ad un quartiere che sembrava non credere più alla speranza. Il Gridas, quindi, ha vinto numerose battaglie, riuscirà a uscirne vincente anche questa volta. I cittadini ne sono riconoscenti, adesso tocca a loro dare sostegno alla casa Felice di Scampia.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.