Napoli, 2017 – Ieri 15 mila persone sono scese in piazza. Un corteo variegato, composto da assessori comunali e militanti dei centri sociali, da presidenti di municipalità e associazioni, da singoli cittadini e studenti.

Soffermarsi solo ed esclusivamente sugli scontri che sono avvenuti ieri in piazza significa amputare il vero senso della manifestazione. Non lo si fa per cecità o miopia, potremmo essere d’accordo o meno su determinate pratiche. Potremmo, però, almeno per una volta andare oltre, analizzando la vera essenza di quella piazza che ieri ha avuto la capacità di unire e compattare tutti sotto un unico coro e comprendere  le reali rivendicazioni e contenuti di quella piazza così inclusiva.

Mi rendo conto che i video degli scontri sono più appetibili di quelli  dei numerosi e consistenti interventi che ieri si sono susseguiti nel corso della manifestazione. Alcuni li abbiamo ripresi durante la nostra diretta https://www.facebook.com/liberopensiero.news/?fref=ts

Mi rendo conto che le immagini degli scontri acchiappano più like su facebook rispetto ad una fotografia che ritrae i manifestanti sorridenti che ballano e cantano sulle note di “Gente do’ Sud”, incisa ad hoc per la manifestazione.

Ieri Napoli è scesa in piazza e l’ha fatto per manifestare  contro il leader della lega nord, Matteo Salvini.

Un leader che parla mediante slogan e che ogni giorno su Facebook e Twitter tenta di fare politica a suon di hashtag. Tra i più gettonati, #stopimmigrazione e #primaglitaliani. Un uomo che, insieme ai suoi seguaci innalza una lotta tra poveri, scaricando sull’immigrato le mancanze di uno Stato che da anni è carente in materia di welfare, lavoro, istruzione e sanità pubblica. Un leader che accusa e punta il dito ma che lui stesso non ha un programma politico concreto. E se lui è il nuovo che avanza, vi prego ritorniamo al 900.

Come dimenticare il coro contro Napoli che, durante una festa targata lega nord, cantava a squarciagola. “Senti che puzza, stanno arrivando i napoletani”. Momento di grande spessore politico, insomma, e che  dimostra quanto Salvini incarna, nonostante le smentite di rito, pienamente la figura di neofascista, razzista e populista seminando odio.

Oggi Salvini ha detto: “Napoli è casa mia come Milano”. Nel 2014 non la pensava proprio così.

La piazza di ieri ha dimostrato di essere antifascista e antirazzista. Ha dimostrato che ai muri dell’Europa, risponde con l’accoglienza. Ha dimostrato che Napoli è una città calda, solidale e resistente. Ha dimostrato che in tanti, ogni giorno, lavorano sui territori e lo fanno dal basso. Più di tutto ha dimostrato che non esistono confini e che apparteniamo tutti alla stessa famiglia, quella umana. 

Napoli 17 Marzo 2001, Piazza del Plebiscito – Prima di Carlo Giuliani e prima di Bolzaneto c’è stata la manifestazione contro il G8. Ero troppo giovane per scendere in piazza ma ricordo nitidamente che in quella giornata i diritti umani furono sospesi. Ricordo la militarizzazione e ricordo anche che l’unica risposta dello Stato fu la violenza.

Ieri come oggi, delle grandi manifestazioni si ricordano solo le violenze e le cariche e gli scontri ma mai il percorso o l’elaborazione politica che c’era e c’è dietro il movimento di protesta.

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