La presentazione al Comune di Napoli, lo scorso 9 marzo, del piano di rientro dell’Anm non ha fatto altro che aggiungere ulteriori problemi a quelli che si tentava di risolvere: dal 10, infatti, i lavoratori dell’azienda di trasporti napoletana sono in sciopero, i depositi dei bus sono occupati e il servizio non è, quindi, regolarmente garantito. Questa mattina una delegazione di lavoratori ha manifestato sotto Palazzo San Giacomo, durante l’incontro tra dirigenti aziendali e sindacati.

Il contenuto del piano di rientro aziendale dell’Anm lo si conosceva da un po’ e aveva destato non poche preoccupazioni già prima della presentazione “ufficiale” in Comune. È per questo che sin da subito dopo di essa, alcuni dipendenti avevano deciso di riunirsi al deposito bus sito in via Nazionale delle Puglie per dare vita ad un’assemblea autoconvocata. Come riportato da Adolfo Vallini dell’USB (Unione Sindacale di Base), la posizione degli scioperanti era (ed è) la seguente:

“Riteniamo che solo riducendo gli sprechi, le consulenze esterne, riducendo il numero dei dirigenti e dei funzionari di alto livello alle reali esigenze aziendali, internalizzando attività lavorative ora concesse in appalto, eliminando i superminimi e gli stipendi d’oro, cancellando gli accordi ad personam, implementando il numero di bus su strada e migliorando la rete di vendita dei biglietti, reintroducendo il bigliettaio a bordo dei pullman, oltre che potenziando concretamente il servizio antievasione e gli addetti alla sosta, potremmo cominciare a parlare di risanamento del bilancio”.

Anm sciopero
Assemblea Autoconvocata Anm

Col passare delle ore la protesta si è estesa, altri depositi sono stati occupati (come quello di Cavalleggeri D’Aosta) e i disservizi sono  aumentati. Molti autisti si sono rifiutati di mettersi alla guida di bus le cui condizioni non sono ottimali e che, lamentano, non sono regolarmente controllati.

L’USB l’11 marzo ha, allora, diffuso un comunicato stampa in cui si spiegavano ragioni e condizioni dello sciopero:

“Nelle ultime ore, a seguito della presentazione alle Organizzazioni Sindacali del piano di risanamento Anm da parte dell’Amministrazione Aziendale e Comunale, la categoria tutta ha deciso di cessare quella collaborazione quotidiana che fino ad oggi ha soltanto coperto le responsabilità di chi ha male amministrato la cosa pubblica, applicando minuziosamente il codice della strada, segnalando guasti e/o anomalie presenti sui mezzi di trasporto e che possano inficiare la sicurezza e la regolarità dell’esercizio.

Il piano industriale, a nostro parere, non presenta investimenti che vadano verso un servizio pubblico su gomma finalmente decente. (…) Presenta la solo richiesta di sacrifici per il personale e per il servizio attivo, che pagherà anche e soprattutto un’utenza ormai esasperata da disservizi quotidiani.

(…) I lavoratori sono contro qualunque esubero e chiedono a gran voce di ricevere quanto dovuto relativamente al premio di produzione, al mantenimento pro quota del servizio suburbano, di circa 3 milioni di km per anno, in quanto non eccederebbe il limite previsto normativamente del 20%. Ci aspettiamo le dimissioni della Dirigenza Aziendale e la revisione del piano industriale. Se bisogna fare sacrifici, allora che li facciano tutti!”.

Anm sciopero
Comunicato Stampa USB – Anm

Col comunicato il sindacato annunciava anche il prosieguo dello sciopero e invitava tutti alla partecipazione alla manifestazione di questa mattina, all’esterno del Municipio.

Si attendono notizie durante il corso della giornata di oggi. In mancanza di “buone nuove” lo sciopero probabilmente continuerà ad oltranza.

Desire Rosaria Nacarlo

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