Tra accuse, fazioni e minacce prosegue la protesta dei lavoratori dell’Anm a Napoli, con nuovi disagi per gli utenti del servizio di trasporto pubblico napoletano.

La situazione diventa sempre più difficile e ingarbugliata. I lavoratori si dividono tra chi protesta e chi non lo fa, ma continui guasti ai bus sembrano voler dare ragione a chi è in agitazione da ormai sei giorni, visto che nella giornata di ieri è stata garantita la circolazione di soli 54 mezzi funzionanti.

Anche i sindacati non sono tutti sulla stessa lunghezza d’onda: in una nota FILT CIGL Napoli, pur ammettendo che il Piano Strategico di Risanamento Stabile e di Rilancio 2017/2019 di Anm non ha sciolto le preoccupazioni circa il futuro dell’azienda e del trasporto pubblico a Napoli”, ha poi sottolineato che “il trasporto pubblico locale è un bene primario che come tale va garantito ai cittadini. Per questo abbiamo espresso le nostre perplessità su un Piano che non chiarisce tutti i nodi sul futuro di Anm. Per le stesse ragioni riteniamo non utili e praticabili forme di lotta che non tengano insieme e in equilibrio il diritto dei lavoratori a protestare con quello alla mobilità dei cittadini“.

“L’USB ritiene che le forme di conflitto adottate, per quanto possano sembrare estreme, rappresentino l’unica valida soluzione per accendere i riflettori e tentare di “scoperchiare” il calderone sul vaso di Pandora di Anm.

Il corto circuito creatosi tra le OO.SS., sedicenti maggiormente rappresentative, e della capacità di farsi portavoce ed esecutori materiali della reale volontà dei lavoratori, ha generato l’inesigibilità di qualsiasi accordo preso con la parte datoriale e l’Amministrazione Comunale. Questo accade perché non esiste collegamento tra la base e le segreterie di dette organizzazioni”, “risponde” così l’Unione Sindacale di Base alle perplessità dimostrate dagli altri sindacati.

L’USB ha confermato il proprio totale appoggio ai lavoratori in protesta, facendosi carico “di tutte le istanze presentate dai lavoratori, ribadendone le sensate richieste:

  1. incontro urgente con il Sindaco;
  2. commissariamento di Anm;
  3. revisione del Piano Industriale che preveda un reale taglio agli sprechi ed ai privilegi, che sia indirizzato al rilancio del servizio erogato, mettendo “realmente in sicurezza” i conti aziendali, attraverso criteri di equità e di trasparenza.
Anm protesta
Comunicato stampa USB – protesta Anm

L’azienda e il Comune, invece, da dopo l’incontro tenutosi lo scorso 13 marzo in cui sindacati, dirigenti aziendali e amministrazione comunale avevano discusso del piano di rientro dell’Anm, hanno cominciato a criticare fortemente il prosieguo delle agitazioni, parlando di “sciopero ingiustificato”.

“Le proteste vengano immediatamente riportate nelle sedi opportune, altrimenti – scrive in una nota l’amministratore aziendale Anm Alberto Ramagliasaremo costretti a utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione e se necessario a denunciare i responsabili per interruzione di pubblico servizio.

Sulla stessa lunghezza d’onda la nota diffusa dall’Assessore al Lavoro e alle Crisi, alle Attività produttive e al Personale Enrico Panini:

“È inaccettabile che continuino i disagi per i cittadini napoletani per quanto riguarda il trasporto pubblico. Inaccettabile perché il Comune di Napoli salva l’azienda dal baratro del fallimento e ne salva la sua dimensione completamente pubblica. Inaccettabile perché i lavoratori hanno tutte le garanzie del caso sul versante salariale e sul versante occupazionale. Questo a Napoli, mentre decine sono le aziende fallite in altre città e decine di migliaia i lavoratori che ricevono lo stipendio con ritardi anche importanti.

I cittadini napoletani sono stati tenuti ostaggio per giorni ed ora, seppure in misura minore, c’è chi pensa di tenerli ancora in ostaggio ricorrendo a pericolosi escamotage. Sul versante generale consideriamo questa azione scriteriata, senza ragione alcuna, da respingere totalmente, senza alcun tentennamento e senza alcun silenzio.

Invitiamo l’azienda ad intervenire immediatamente sui responsabili attivando senza indugio alcuno tutte le procedure previste dal contratto collettivo di lavoro. Nessuno può pensare di bloccare la mobilità dei cittadini napoletani, per nessuna ragione”.

Né denunce né promesse sembrano comunque aver scoraggiato chi protesta. I lavoratori attendono controlli sullo stato delle vetture e continuano a chiedere un incontro a de Magistris.

Desire Rosaria Nacarlo