Dopo un lungo dibattito l’Echa, agenzia europea per le sostanze chimiche, ha definito il noto diserbante glifosato non cancerogeno e ha prolungato l’autorizzazione all’uso di 15 anni.

Il pesticida è tra i più utilizzati al mondo soprattutto in campo agricolo, ma anche in giardini e parchi pubblici e da sempre ha diviso l’Europa: le associazioni ambientaliste e i cittadini lo ritengono nocivo per la salute, mentre per le industrie agrochimiche e agricoltori risulta essere di vitale importanza per le coltivazioni.

Tim Bowner, capo del Comitato per la valutazione del rischio dell’Echa ha rassicurato l’opinione pubblica. Ecco le sue parole riguardo la decisione intrapresa dall’UE: Il glifosato non deve essere classificato né come cancerogeno, né come agente mutageno, e neppure come sostanza tossica per la riproduzione. Gli unici effetti negativi riconosciuti sono seri danni agli occhi e tossicità per la vita acquatica con effetti duraturi. Il parere è stato adottato per consenso  ed è stato condiviso da tutti gli esperti del Comitato che sono espressione degli Stati membri ma chiamati, almeno in teoria, ad agire come scienziati indipendenti.’

Di parere totalmente discordante la Iarc che da anni considera la sostanza come potenzialmente cancerogena e causa del linfoma non-Hodgkin. La conclusione dell’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro deriva da studi condotti su alcuni prodotti contenenti principi attivi del glifosato. I test, come ammesso dalla stessa IARC, presentano evidenze rilevanti sugli animali e limitate sull’uomo e, quindi, sono da prendere con le pinze.

L’Efsa, l’Oms e la Fao, in una ricerca congiunta nel 2016 hanno dimostrato che il glifosato non è una sostanza tossica grazie ad un’analisi di una sua molecola. Nonostante abbia preso questa ferma posizione a favore del diserbante l’Efsa ha, però, introdotto un DAR, ossia una dose massima di glifosato che può essere introdotta giornalmente nel corpo umano. È grazie a questi studi e ad altri condotti che l’Echa ha emesso il suo verdetto.

Le associazioni ambientaliste si dicono pronte a dar battaglia. La portavoce della Coalizione #StopGlifosato Maria Grazia Mammuccini ha fatto sapere:  «Abbiamo lanciato già alcuni giorni fa l’allarme sul possibile conflitto di interessi di alcuni membri della Commissione che ha emanato questo parere . Almeno tre di loro hanno lavorato per società di consulenza del settore chimico, interessate a sostenere il glifosato e a non far partire un serio ripensamento sull’uso globale dei pesticidi nell’agricoltura europea».

Nonostante i pareri siano ancora discordanti la decisione è ormai presa e il rinnovo dell’autorizzazione è ormai certo. Va fatta, però, chiarezza in merito: ogni stato membro dell’Unione Europea è libero di scegliere se utilizzare o meno il glifosato in agricoltura e nei parchi pubblici e non è obbligato a sottostare a quanto deciso dal consiglio. L’Italia è uno dei paesi che hanno detto no al pesticida e sembrerebbe che altri membri dell’UE siano intenzionati a seguirla a ruota.

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.