Le ultime due qualificate in ordine cronologico, Atletico Madrid e Monaco, hanno delineato il quadro delle otto squadre rimaste per la conquista della Champions League.

Nel sorteggio dei quarti di finale, che si terrà domani alle ore 12 a Nyon, particolare preoccupazione la desta il Bayern, pericolo numero uno dell’urna Champions. A seguire, in questa nostra griglia di partenza, le spagnole e la Juventus. Un po’ più staccate, ma non di tanto, Monaco, Borussia Dortmund e la “favola” Leicester.

LA FAVORITA – Alla luce di quanto visto negli ottavi, l’unica formazione a non aver sofferto minimamente nel doppio confronto è stata il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti. I bavaresi, infatti, hanno rifilato senza problemi un 5-1, sia in casa che a domicilio, all’Arsenal. I Gunners ancora una volta si sono dimostrati un avversario soft per la corazzata tedesca, che ha mostrato tutta la sua potenza offensiva mandando in rete ben sei calciatori (Lewandowski, Costa, Müller, Robben, Thiago e Vidal) nella doppia sfida. Con la Bundesliga in tasca avendo dieci punti di vantaggio sulla seconda, i tedeschi potranno concentrare tutte le proprie forze sulla coppa dalle grandi orecchie. La tre-quarti offensiva è senz’altro il punto di forza di una squadra che non sembra avere debolezze, nemmeno in difesa dove la coppia Martinez-Hummels riesce a sopperire all’assenza di un mostro sacro come Boateng.

LOS TRES TENORES – Non poteva esserci similitudine più appropriata, vista la provenienza dei tenori, per indicare il terzetto della nostra classifica alle spalle del Bayern: Real Madrid, Barcellona e Juventus. Le prime due hanno regalato rispettivamente un tempo e una partita ai propri avversari, Napoli e Paris Saint-Germain, risalendo dall’inferno dell’ eliminazione solamente grazie alle giocate di due fenomeni: Sergio Ramos e Neymar. Una BBC fuori condizione e un Messi troppo fuori dal gioco blaugrana sono i problemi evidenziati in questo ottavo di finale di Champions. Se i due club spagnoli riusciranno, come è prevedibile, a far ritornare ai propri livelli tutti i loro campioni, non avremo il minimo dubbio nel ridurre il gap da noi rappresentato nei confronti del Bayern. La Juventus, invece, è lì, deve essere lì. Ha raggiunto l’obiettivo minimo, come affermato in coro dalla squadra tutta, ma 120 minuti con l’uomo in più al Porto e la scarsa brillantezza, in questo momento, in fase realizzativa (soprattutto di Higuain) suscitano perplessità nel caso incontrassero un avversario più guardingo. I troppi infortuni della BBC, questa volta bianconera, e il dubbio Marchisio-Pjanic sono i punti che Allegri e il suo staff dovranno approfondire in queste settimane.

Sergio Ramos (31 anni), la sua doppietta contro il Napoli ha permesso al Real di raggiungere i quarti. (Foto Goal.com)

OUTSIDER – Fra le possibili guastafeste inserire l’Atletico è uno schiaffo alle due finali raggiunte nelle ultime tre edizioni dalla squadra di Simeone, ma non possiamo fare altriementi dato il campionato non all’altezza degli ultimi dei colchoneros, distanti dieci punti dalla capolista Real, e dalla pochezza che il Bayer Leverkusen ha mostrato soprattutto nella sfida di andata. Borussia Dortmund e Monaco hanno regalato una riproposizione di “Dottor Jekyll e Mr Hyde”. I ragazzi di Tuchel hanno praticamente concesso 90 minuti al Benfica per poi letteralmente distruggerli al “Signal Iduna Park” con un perentorio 4-0, con il solito Aubameyang mattatore della serata e la stellina Pulisic ormai pronta a brillare nella costellazione giallonera. La compagine monegasca, invece, ha decisamente impressionato, permettendo al ‘guardiolismo’ di primeggiare solamente quando è calata la strapotenza fisica dei ragazzi di Jardim, guidati dal talento sopraffino di Bernardo Silva e da un autentico enfant prodige, il diciottenne Mbappé.

DA FAVOLA A REALTÀ – Da campione d’Inghilterra alla lotta per non retrocedere, dall’esonero dell’autore di uno dei romanzi calcistici più belli della storia, Claudio Ranieri, al subentro di uno che d’autore ha, per ora, solo lo stesso cognome, Craig Shakespeare. Il Leicester sembra(va) la vittima sacrificale di questa Champions e, dunque, relegabile all’ultimo posto della nostra classifica. Invece le Foxes, proprio dopo il golpe attuato da Vardy e co., hanno incanalato due vittorie consecutive in Premier ed eliminato, ribaltando il 2-1 dell’andata, il Siviglia di Jorge Sampaoli. Inoltre bisogna riconoscere che il Leicester è l’unica squadra a tener in alto il vessillo inglese, nonostante non partisse con gli onori del pronostico. Vardy e Mahrez sono, pertanto, ritornati ad intimorire le difese avversarie, anche se questo non li impedisce di esser considerati dalla maggior parte degli addetti ai lavori la formazione più debole delle magnifiche otto. C’è chi li dà già per spacciati, ma naturalmente sono parole al vento per chi di miracolo ne ha già compiuto uno.

Ivan D’Ercole

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Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, amo la storia e nutro un profondo interesse per la politica e la geopolitica. Lo Sport è la mia passione, il Calcio la mia vita, conoscere e raccontare le sue storie più belle il mio obiettivo.