La nostra rubrica Voci dai Territori continua e questa volta si sposta nell’area nord di Napoli, a Scampia. Tra le tante associazioni che popolano il quartiere sorge “Dream Team – Donne in rete.” La dolcezza e la voglia di dare un aiuto alle donne del quartiere hanno portato Patrizia Palumbo nel 2009 a fondare l’associazione che si avvale di un team tutto al femminile.

Un luogo fatto di donne che ospitano le donne, le offrono sostegno e quando ne hanno bisogno le aiutano legalmente. È un’associazione, quindi, che ha la finalità dell’orientamento, dell’ascolto e del sostegno. Un percorso che di anno in anno è cresciuto a dismisura e ha portato alla creazione di altri progetti.

Nasce, ad esempio, l’Arci Scampia Dream Team, una squadra di calcio che raccoglie le piccole donne di Scampia guidate dal mister Antonio Piccolo, lo stesso che porta avanti l’Arci Scampia maschile.

La rete, grazie alle diverse attività sociali e culturali ha attirato tantissime donne di Scampia e non solo. Tutte ne sono riconoscenti anche grazie allo sportello legale e al centro anti violenza gestite da diverse autorità legali.

La violenza in un quartiere come Scampia spesso è all’ordine del giorno ed è per questo che l’associazione offre un aiuto concreto. Il 17 gennaio 2017 Patrizia Palumbo e il Presidente dell’ottava Municipalità Apostolos Paipais hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con il quale si garantisce la condivisione di strategie rivolte alla prevenzione della violenza di genere.

Attraverso un accordo con la Questura nel 2014 nasce, invece, la Stanza di Alice che accoglie donne e bambini abusati. Ma ci sono stati anche casi in cui le donne non ce l’hanno fatta, non sono riuscite a denunciare. In memoria di tutte queste vittime l’associazione ha installato una sedia simbolica in via Galileo Galilei, nei pressi del campo di calcio dell’Arci Scampia. Il “Posto Occupato” è dedicato a loro, a tutte quelle donne vittime di femminicidio.

Una sedia “è stata occupata” purtroppo da Stefania Formicola che la Dream Team ricorda attraverso la panchina rossa sistemata nel giardino della sede. Stefania era residente della Municipalità ed è morta per un amore sbagliato. Le iniziative promosse dalla Dream Team sono molteplici e servono per dare un segnale forte, come ad esempio i corsi di yoga o di alfabetizzazione informatica.

Le attività funzionano ma queste donne hanno bisogno di essere supportate, non solo sul piano giuridico, ma, a volte, anche semplicemente per parlare e poter raccontare di una prevaricazione o di un abuso inter familiare (come ad esempio impedire alla moglie di poter lavorare oppure intromettersi in modo prepotente nell’educazione dei figli o non condividere anche il percorso evolutivo dei figli).

Questi sono solo dei casi che apparentemente possono sembrare “leggeri” a confronto agli abusi di violenza o sessuali. Spesso le persone abusate arrivano agli sportelli dopo anni di violenza. Questo accade perché il carnefice spesso alterna momenti di violenza a momenti della cosiddetta “luna di miele” quindi in quella fase dove l’uomo agli occhi della donna appare perfetto.

È un meccanismo che va avanti per anni e secondo alcune statistiche la donna decide di denunciare almeno sette anni dopo aver subito violenze di ogni genere. Un processo non di certo facile e sicuramente lungo in cui la donna arriva alla denuncia sfibrata e sfinita per tutto quello che ha subito.

Il messaggio che l’associazione vuole mandare è quello di non aver timore perché c’è qualcuno che le ascolta e le tutela in maniera del tutto gratuita e che è possibile cambiare le cose e si può arrivare a dei risultati positivi.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.