Le barriere architettoniche sono un grande ostacolo per chi è affetto da handicap, soprattutto quando l’ingresso e l’utilizzo di alcune strutture sembrano essere privilegio dei soli normodotati.

Ad esempio, in alcuni edifici scolastici, universitari, lavorativi e di altro genere, oltre a mancare possibili soluzioni che tengano conto degli handicap – come semplici salite o discese senza gradini –, si opta per la costruzione di scale talvolta paragonabili a cime altissime da scalare per chi ha problemi motori.

Tutto sembrerebbe facilmente ovviabile se lungo le scale fossero adibiti dei binari per le carrozzine, se non fosse che l’invalidità non è riscontrabile solo in chi si trova su una carrozzella. L’invalidità è difatti di vari tipi e percentuali: ad esempio, l’invalido in questione potrebbe trovarsi anche in posizione eretta ma con leggeri problemi di deambulazione, e avrebbe quindi bisogno di un aiuto per affrontare la salita o la discesa di qualche rampa di scale – un’impresa ardua che richiederebbe un aiuto tecnologico, che potrebbe anche essere il semplice ascensore.

Ma purtroppo succede che nei suddetti edifici per usufruirne si necessita di una chiave. La chiave in questione, per motivi di ordine pubblico, non è alla portata di tutti, ma solo degli addetti ai lavori. Ciò fa sì che l’individuo con difficoltà necessiti obbligatoriamente dell’accompagnamento, aspetto che limita notevolmente la velocità e la libertà negli spostamenti.

È ipotizzabile che si sia arrivati a questa situazione per due ragioni: sia perché gli architetti talvolta dimenticano di predisporre opportune soluzioni tese a evitare le barriere architettoniche, sia perché certi privilegi vengono con più semplicità negati a coloro che sembrano avere meno incidenza nella scala sociale.

Va sottolineato come la preclusione, alle volte, non sia categorica, ma limiti nel corso del tempo gli spostamenti di chi è affetto da handicap motori. In tali situazioni, anche la semplice necessità di recarsi al bagno potrebbe essere difficoltosa qualora il suddetto bagno si ritrovasse su un piano diverso.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto.
Ho frequentato le scuole presso l’istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all’istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt’ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale.
Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico.
Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l’ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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