Da circa un anno, a causa di un periodo di grave siccità, una preoccupante carestia sta percuotendo la Somalia e altre regioni quali il Sud-Sudan e il Kenya nell’Africa Orientale e lo Yemen nella Penisola Araba.

La Somalia vede morire centinaia di persone ogni giorno a causa di malattie infettive e malnutrizione. Secondo i recenti dati ONU, più di 6 milioni di persone, vale a dire più della metà della popolazione totale del Paese, necessitano di assistenza alimentare. 363.000 bambini soffrono di malnutrizione grave e altri 270.000 rischiano di soffrirne entro un anno. A inizio mese la fame e la diarrea, dovuta alla contaminazione dell’acqua, hanno causato 110 morti in soli due giorni. Quella attuale è la terza carestia in 25 anni; l’ultima, verificatasi nel 2011, uccise 250.000 somali.

Molte persone, a seguito di mesi di piogge scarse e mancanza di acqua, hanno dovuto spostarsi per la scarsità di raccolto, una gran parte del bestiame è morto e non c’è più latte per i bambini. Mancano i servizi necessari a vivere e l’insicurezza alimentare in Somalia è diventata un vero e proprio cancro che rode le vite dei cittadini giorno per giorno. Le autorità hanno appurato che, senza soccorsi per l’emergenza incombente, la Somalia si muove verso una vera e propria “catastrofe nazionale”.

Una della problematiche della regione è insita nella piaga del terrorismo che accresce il malessere generale.

La milizia fondamentalista islamica di al-Shabaab, che in arabo significa “I Giovani”, è legata ad Al Qaida. Gli integralisti di al-Shabaab hanno rivendicato diversi attentati a Mogadiscio, capitale somala. Nel doppio attentato suicida del 13 marzo 2017 sono state fatte esplodere due autobombe nei pressi di un hotel e di una base militare simultaneamente. Il politico somalo Farmajo, presidente dal 16 febbraio del 2016, in un discorso diretto ai miliziani islamici,  ha chiesto loro di arrendersi e di “cessare il fuoco”.

In veloce e pericolosa crescita sono anche i casi di colera, più di 8400 da inizio anno.

Save the Children stima, dai centri per la salute che l’organizzazione ha stanziato in Somalia, che i decessi di bambini sono fortemente incrementati dalla loro debole condizione e dall’insorgere di polmoniti e altre infezioni dell’apparato respiratorio.  L’intervento per una campagna di vaccini orali contro il colera ha come obiettivo la prevenzione del colera nelle aree del Paese a maggior rischio. Dall’intervento ONU si evince che l’unica soluzione contro la carestia risiede nella politica e in una risposta maggiore ai casi di emergenza.

Giorgia Bozzetto