Alexey Kondakov, graphic design ucraino, collabora nel 2016 al progetto “Showdesk”, famoso per riunire i più talentuosi artisti nella creazione di collage in cui immergere  l’arte in maniera stupefacente. Kondakov soggiorna a Napoli per quasi un mese, respirandone l’aria, vedendola nuda nei vicoli percorsi dalla gente comune, nei musei, negli occhi delle persone che non sono mai volute scappare via dal loro mare, nelle stazioni metropolitane divenute gallerie d’arte moderna, nei rumori che si susseguono in un crescendo di increspature tra le strade mai lisce e prive di buche.

Nel caos di Napoli l’artista ha intravisto i suoi pregi, e anche le sue condanne. Ha voluto celebrare la  gente partenopea, il dinamismo della contemporaneità, inserita in una città che non ha eguali nel mondo, per Alexey,  e l’ha ritratta nella vergine rinascimentale che vende sigarette di contrabbando, oppure nelle donne botticelliane che stendono il bucato al sole, come sono solite fare le massaie di questa terra che appare incontaminata dai suoi problemi. Alexey Kondakov,  infatti ha voluto vedere Napoli nella sua autentica profondità, scavando nelle fibre urbane, pulendole il volto dalla solita immagine polverosa in cui viene racchiusa. L’artista non ha voluto vedere Napoli come città povera ma ricca di umanità, di movimento, di azioni che raccontano delle storie.

L’arte si mescola alla fotografia in Alexey Kondakov, insieme non si escludono ma si intersecano in un dialogo fluido con lo spettatore che negli oggetti, nelle situazioni, rivede la sua quotidianità che percepisce come un’opera d’arte. Moderno e tradizione di volti rinascimentali, cari all’artista, convivono sotto la stessa: un’arte innovatrice  che vede la città come un groviglio umano da rappresentare e penetrare, fornendo una comunicazione senza filtri a chi guarda e negli attimi diviene  lettore della propria storia. Una visione che ha in seno due diversi generi artistici: la pop art e l’arte del quattrocento, vettori di una semplicità che diventa officina di gesti straordinari.  Come stupefacente è l’arte che diventa condivisione nell’era del web 2.0, del dinamismo della rete, dove l’utente è inserito in un contesto open source, accessibile e continuamente modificabile, in cui anche le opere possono divenire virali.

Alexey Kondkov, infatti, inizia proprio condividendo le sue opere in internet. come fa Tutt’oggi, grazie al successo ottenuto, è arrivato ad esporre, a Palazzo del Pan a Napoli, la sua personale raccolta “Alexey Kondkov per Napoli“: ora un libro in edizione limitata, acquistabile online e contenente le sedici opere dedicate alla città partenopea, al suo caos divenuto perturbante meraviglia per i fruitori d’arte, alle sue più diramate paranoie. Nelle opere di questo grafico, risiede una città limpida e scarna di sovrastrutture che ricerca, nel suo contemporaneo susseguirsi, una forma di riscatto trafitta dal collage di arte e foto: un racconto ironico della vita umana nelle sue miserie e crudeltà, ma anche nella fusione di generi  opposti risucchiati  dagli effetti grafici speciali di Alexey Kondkov.

Annalisa Cocco

2 COMMENTI

  1. Waoo, sei bravissima !!! Scrivi benissimo, in gamba davvero!!!
    Ho visto che studi Scienze della Comunicazione, ma sei già laureata? Posso scriverti in privato? vorrei proporti, però se ci sono i requisiti giusti, un’ esperienza.

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