Dalle esperienze di ragazzi che si sono messi in gioco per aiutare il prossimo nasce La Mescolanza. Un progetto che lavora sul territorio da diverso tempo, riscuotendo un ottimo successo nella comunità di Casoria e Casavatore ma non solo. Attività culturali e sociali, corsi gratuiti e l’incontro tra diverse culture hanno dato vita a La Mescolanza. Un’associazione che ha come obiettivo primario l’integrazione. Abbiamo chiacchierato con loro.

Come è nata La Mescolanza?

“Qualche anno fa nacque l’idea tra amici di creare un gruppo di volontariato che agisse sui territori di Casoria e Casavatore. Venivamo da percorsi diversi nel sociale, nel corso dei quali avevamo già conosciuto nuclei familiari e persone a rischio di esclusione sociale.

Con loro abbiamo così iniziato a fare diverse attività, operando per molto tempo come gruppo informale di volontariato costituitosi poi come associazione a gennaio di quest’anno. Tra queste attività, svolte grazie al supporto di amici e realtà che ci hanno dato la possibilità di appoggiarci ad una sede, vanno annoverati il corso di italiano (sia per immigrati che per adulti italiani non alfabetizzati), il dopo-scuola con i minori a rischio del territorio di Casavatore e attività di sostegno alle famiglie in difficoltà, con interventi che vanno dall’ascolto domiciliare all’organizzazione di raccolte e distribuzioni di alimenti e di generi di prima necessità.

Grazie all’impegno di professionisti volontari siamo inoltre riusciti ad organizzare corsi e laboratori gratuiti ed aperti a tutti: disegno, pittura, musica”.

Il vostro obiettivo è quello di creare delle interazioni con persone provenienti da altre realtà sociali e culturali. Come è stato il riscontro con la comunità?

“Sì, come ben si intuisce dal nome, obiettivo primario è quello di favorire la relazione e lo scambio tra persone provenienti da realtà socio-culturali differenti, di valorizzare l’incontro con l’altro come arricchimento, di promuovere i valori dell’accoglienza e della condivisione. Un mezzo molto efficace attraverso il quale abbiamo lavorato sull’incontro delle diversità sono stati i laboratori di danza popolare associata al counseling, svolti presso una sala affittata dai volontari grazie all’autofinanziamento.

I laboratori sono stati condotti da una delle nostre volontarie che ne ha fatto anche oggetto di tesi e sono stati molto partecipati. I partecipanti si sono incontrati attraverso la danza, l’ascolto reciproco e la condivisione in gruppo, nelle proprie differenza di cultura, vissuti, abilità, colore. Alla fine del ciclo dei laboratori è emersa la consapevolezza di far parte di un tutto in cui ogni persona è portatrice di una propria storia, di un proprio bagaglio originale ed unico, la voglia di andare oltre le apparenze e le etichette e di mettersi in ascolto.

Un importante momento che ci va di ricordare e che portiamo nel cuore, in cui siamo riusciti a creare una bellissima interazione con la comunità è stata la campagna di sensibilizzazione riguardo alla questione della Terra dei fuochi. Attraverso banchetti e distribuzione di materiale informativo, in quelle occasioni siamo riusciti a creare una relazione di condivisione con le persone del territorio, grazie anche all’aiuto dei bambini e dei ragazzi di cui ci occupiamo che hanno partecipato ai banchetti con interesse, impegno e creatività”.

Il progetto nasce ispirandosi ad una filosofia africana chiamata Ubuntu. Di cosa si tratta?

“È una concezione della vita che si trova alla base di alcune società africane e che contiene in sé gli ideali di condivisione, fiducia, collaborazione. Un concetto “comunionale” dell’uomo che definisce la persona in rapporto alle sue relazioni con gli altri. Ubuntu è consapevolezza di appartenere ad un tutto più grande, è apertura e solidarietà verso l’altro, è il non potersi sentire del tutto felici se l’altro non lo è. È senso di unità. «Io sono perché noi siamo»”.

L’interazione però non avviene solo tra i cittadini. La Mescolanza infatti collabora spesso con altre realtà del territorio. Quali sono?

“Il Viaggiatore Glocale Onlus, con cui condividiamo tutti i nostri progetti e di cui promuoviamo e sosteniamo le iniziative, fortemente in sintonia con le nostre, tant’è che spesso ci definiamo “Mescolanza Glocale”.

Di recente abbiamo iniziato un importante scambio con l’associazione Un’infanzia da vivere, che opera sul territorio di Caivano, e con cui abbiamo organizzato per il 21 marzo la Giornata della memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie proprio lì, nel Parco Verde dove loro operano, “luogo di speranza e testimone di bellezza” grazie alle loro attività pomeridiane con i minori e alla loro costante cura del territorio. Con loro e con Il Vaggiatore Glocale Onlus, inoltre, quest’anno realizzeremo la nona edizione di “Un uovo in cambio di un sorriso” che prevede raccolta e distribuzione di uova di Pasqua solidali.

Nel periodo di emergenza freddo siamo entrati in contatto con le persone senza fissa dimora che si trovano presso la stazione di Casoria e abbiamo creato un opuscoletto informativo su cui potevano attingere tutte le informazioni utili riguardo dormitori, servizi mensa, ambulatori solidali etc. In quell’occasione abbiamo avuto il sostegno dei volontari dell’ambulatorio di medicina solidale san Ludovico da Casoria, di cui stiamo segnalando l’importante servizio alle famiglie di cui ci occupiamo e ai clochard.

Inoltre, condividiamo le battaglie degli attivisti di Terranostra, con cui ultimamente abbiamo iniziato un percorso relativamente alla tematica dei beni comuni”.

Prossimi progetti in cantiere?

“Innanzitutto, in questo periodo in cui non abbiamo sede e ci appoggiamo ad un caf per le nostre raccolte e riunioni, la nostra priorità è quella di trovare un luogo in cui dare di nuovo maggiore concretezza alle nostre attività, purtroppo attualmente limitate da questa problematica.

In cantiere, affiancandosi alle suddette attività, ci sarebbero alcune idee:

la creazione di uno sportello di segretariato sociale che possa essere utile per mettere in contatto chi ha bisogno con tutte le realtà che agiscono sul territorio ed offrono servizi ed opportunità; la Boutique solidale e il Rom à Porter, un’idea nata con Il Viaggiatore Glocale Onlus, un luogo in cui tutti possono prendere vestiti grazie all’aiuto delle persone che ci donano costantemente vestiario ed in cui avvalerci dell’aiuto di alcune donne rom esperte di sartoria per dare nuovo assetto agli abiti; uno sportello d’ascolto.

Attualmente, come già accennato, stiamo raccogliendo le uova di Pasqua insieme all’associazione Un’infanzia da vivere, uova che saranno poi distribuite a Caivano, con una caccia al tesoro nel Parco Verde il giorno prima di Pasqua, e a Casoria e Casavatore nel giorno di Pasqua. Chiediamo a tutta la cittadinanza di aiutarci, secondo i calcoli dovremmo raccogliere circa 100 uova.

Abbiamo una pagina Facebook,La mescolanza“, che costantemente aggiorniamo con notizie, attività ed eventi. Obiettivo principale è quello di fare rete dal basso e stimolare e mobilitare una cittadinanza autodeterminata, per la creazione di nuovi progetti e per la costruzione di una società basata sull’uguaglianza, sull’accoglienza, sulla condivisione”.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l’altra parte della medaglia, quella positiva.