Il Consiglio Comunale di Napoli, durante la seduta consiliare del 20 marzo, ha deciso all’unanimità di revocare la cittadinanza onoraria al generale Enrico Cialdini, assegnatagli il 21 febbraio 1861.

Enrico Cialdini, nato in provincia di Modena, ebbe una brillante carriera militare che gli valse, proprio nel 1861, l’incarico speciale della lotta al brigantaggio a Napoli, dove fu inviato. Fine ultimo di tale compito era quello di mantenere il controllo dei grandi centri abitati e tenere aperte le vie di comunicazione con e per i Savoia, mentre l’Italia veniva unificata.

Durante tale “lotta ai briganti” Cialdini si rese artefice di quello che oggi è conosciuto come “massacro di Pontelandolfo e Casalduni”, comuni in provincia di Benevento. Il 14 agosto 1861 i due piccoli centri abitati furono praticamente rasi al suolo, migliaia di persone furono uccise e tutto per una vendetta contro i briganti che nei giorni precedenti avevano catturato circa 45 militari dell’esercito regio, massacrandoli.

La proposta della revoca della cittadinanza onoraria al generale è stata illustrata dal consigliere Rinaldi, primo firmatario dell’Ordine del Giorno. Nel presentarla, il consigliere ha specificato da dove fosse nata l’idea e ha dichiarato di essere felice di poter avanzare la propria proposta insieme a quella del consigliere Santoro di “Istituzione della giornata della memoria, modifiche ai programmi e ai testi scolastici per il ripristino della verità storica sull’Unificazione d’Italia, modifiche alle intitolazioni di strade e piazze e rimozioni di monumenti” (Ordine del Giorno successivo a quello del consigliere Rinaldi):

“Abbiamo votato recentemente su proposta del consigliere Santoro la rimozione o la proposta di rimozione del busto del generale Cialdini dalla sede della Camera di Commercio. Abbiamo verificato, poi, che questo stesso generale è tra gli insigniti della nostra cittadinanza onoraria, per cui si crea un paradosso. Mi fa piacere che questo Ordine del Giorno preceda quello che tra qualche minuto verrà illustrato dal consigliere Santoro, poiché può essere tranquillamente inserito nel medesimo filone culturale che oramai al Meridione si sta facendo ampiamente spazio”.
Lo stesso sindaco Luigi de Magistris ha preso la parola, prima della votazione:

“Io stesso mi sono già attivato nei giorni scorsi per chiedere la revoca della cittadinanza onoraria al generale Cialdini, per cui il fatto che oggi il Consiglio Comunale vada in questa direzione è importante, è un rafforzativo. Quest’amministrazione già da tempo si è mossa dando grande ruolo alla toponomastica, non con impostazione retorica, ma come fatto serio, mettendo la storia al proprio posto e “storia al suo posto” significa anche revocare la cittadinanza Cialdini. Il Meridione è fatto di una grande storia, di una grande dignità e il futuro di una grande città si scrive anche dando alla storia il posto che merita e la toponomastica ha un ruolo molto importante in questo”.

Il sindaco ha concluso dicendo che “l’approvazione all’unanimità di tale proposta sarebbe stata significativa” ed è proprio all’unanimità che la rimozione della cittadinanza onoraria del generale Cialdini è stata approvata.

L’Ordine del Giorno del consigliere Santoro, effettivamente strettamente collegato a questo, volendo, per così dire, “ripresentare” la storia dell’unità d’Italia dal punto di vista del Meridione e della città di Napoli, non è arrivato alla votazione e la discussione è stata rinviata in Commissione. A proporre il rinvio il consigliere Coppeto, che ha voluto ricordare il “valore indissolubile” dell’unità d’Italia.

La revoca della cittadinanza al generale dell’esercito dei Savoia ha raccolto subito molti consensi tra i sostenitori di de Magistris e non solo.

Desire Rosaria Nacarlo

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