Lunedì 20 marzo alle ore 16 presso Palazzo Giusso, sede dell’Università L’Orientale, si è tenuta l’assemblea pubblica del movimento Non una di meno per parlare della giornata di sciopero generale delle donne dello scorso 8 marzo e per delineare i nuovi obiettivi di lavoro del movimento sul territorio.

Non una di meno è un movimento femminista che ha fatto incursione nella scena pubblica italiana per la prima volta con la mobilitazione del 26 novembre 2016, quando 250 mila donne sono scese per le vie di Roma per una grandissima protesta contro la violenza sulle donne, ma che si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il mondo. In Italia le ragazze che erano presenti a Roma, una volta tornate nelle proprie città, hanno portato avanti il movimento a livello locale e così, a Napoli, per tre mesi le attiviste si sono riunite in tavoli tematici che sono riusciti a portare un’altissima partecipazione alla giornata de LOTTO MARZO, uno sciopero generale delle donne non solo dai luoghi della produzione, ma anche da ogni tipo di attività non retribuita o percepita come obbligatoria in quanto prerogativa femminile.

Ieri in assemblea si sono tirate le somme di questa grandiosa giornata: dopo la mattinata passata nelle vie dello shopping per sanzionare la questione lavorativa nelle grandi catene di abbigliamento e un blitz silenzioso contro Matteo Salvini alla sede de Il Mattino, per ribadire la presa di posizione antirazzista, antisessita e antiomofoba del movimento, alle 13 si è tenuta un’assemblea per parlare della questione del sessismo nelle università, sia a livello di disparità di stipendi o di molestie sul lavoro tra studentesse, dottorande e docenti, sia riguardo la trasmissione di saperi che sono sempre tutt’altro che neutri a livello della questione di genere. Infine alle 18 a Piazza Dante  si sono riversate cinquemila persone per partecipare ad un meraviglioso corteo/street parade che ha attraversato la città, mentre in altre 60 città italiane succedeva lo stesso, e anche nei centri minori, dove la partecipazione non è stata numerosa come a Napoli, Milano o Roma, una rappresentanza del movimento c’era ovunque, in una diffusione precisa e capillare incredibile per un movimento insediatosi nel territorio da così poco.

Sono stati vagliati anche i limiti e le delusioni relative all’otto: uno dei maggiori problemi è la mancanza di dati precisi riguardo agli scioperi dai luoghi di lavoro: infatti, mentre sul sito del governo sono presenti le statistiche relative al campo pubblico (e rimangono percentuali basse), poco o niente si sa sul privato, e questo anche perché i maggiori giornali non hanno analizzato l’evento. Nonostante la bassa adesione all’astensione dal lavoro, però, la partecipazione ai cortei e sui social network ha avuto un successo molto maggiore delle aspettative.

Ripartendo proprio dal tema dello scandaloso silenzio mediatico sull’8, si è discusso della bufera che è nata dalla discussione razzista e sessista avvenuta il 18 marzo durante una rubrica de La vita in diretta, “Parliamone Sabato”, su Rai1 (ad oggi il programma è stato chiuso) riguardo le donne dell’est Europa. Una delle proposte in assemblea è stata di ripartire da una discussione su questo e sulla rappresentazione del femminile, anche in relazione al sit-in che si terrà a Roma domani 22 marzo davanti agli studi della Rai (#parliamonesubito).

Adesso che il grande evento dell’8 è passato, infatti, per Non una di meno si aprono nuove strade e la necessità di stabilizzare in modo permanente e di intervento sul territorio quelle energie che finora sono state investite nella mobilitazione allo sciopero: si è discusso di come ripartire da noi, da qui: cosa vuol dire femminismo a Napoli? Come ripartire dal piccolo, dalle scuole, dai centri anti-violenza in Campania, dalla Università, come ampliare la platea di persone che si interessano di femminismo? Come fare della parità dei generi una realtà quotidiana, al di là e oltre la street parade?

In questo momento storico a livello di rivendicazione femminista sta succedendo qualcosa di grande e inaspettato, un’aria di freschezza e nuova forza che sta smuovendo donne e uomini in tutto il mondo, e che sta assumendo forme di lotta completamente diverse da come ci ha abituati il femminismo del secolo scorso: tweet storms, attivismo sui social network, dirette facebook, ma anche un sentito interesse per il tema dei femminismi migranti e una nuova concezione di lotta delle donne globale, che coinvolga paesi e realtà diverse e lontane, in un modo di porsi ben diverso dal femminismo bianco e borghese delle nostre nonne.

A Napoli il gruppo Non una di meno sta portando tutto questo all’interno delle realtà e delle dinamiche cittadine, in uno modo di operare che sia tanto più vicino alla realtà globale, tanto più attento e radicato sul territorio. La giornata di ieri è stato il primo passo di riorganizzazione dopo l’otto, l’inizio di un percorso che farà molta strada!

I prossimi incontri nazionali Non una di meno:

  • mercoledì 22 marzo  presso la sede della Rai, viale Giuseppe mazzini 14,  Roma
    Flash mob per dire basta al sessismo e al razzismo in TV (#parliamonesubito)
  • sabato 22 – domenica 23 aprile assemblea nazionale a Roma
    Tutti gli aggiornamenti sulla pagina facebook Non una di meno!

Ludovica Perina

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