Nei giorni scorsi sono stati scoperti nuovi scarichi illeciti nel Fiume Irno. Da anni ormai, quest’ultimo, che attraversa la Valle dell’Irno, è tristemente associato allo sversamento abusivo di materiali fortemente inquinanti e di dubbia provenienza.

Ciò perpreta danni al suolo, alle acque e alle falde aquifere nonché ai cittadini residenti in queste zone. Tale situazione la si evince anche per il Fiume Sarno e per molti altri torrenti che scorrono lungo la provincia di Salerno.

Il giorno 21 marzo 2016, la Polizia Municipale di Baronissi e i Carabinieri Forestali della città di Mercato San Severino congiuntamente hanno individuato la presenza di scarichi fognari abusivi e acque reflue riversate nelle acque del fiume Irno.

Fiume IrnoI responsabili, entrambi residenti nella frazione di Sava, sono stati individuati dalle forze dell’ordine e saranno sanzionati. I Carabinieri, tecnici dell’Arpac e del servizio del Comune di Baronissi hanno riscontrato la presenza di una vasca circolare di raccolta collegata a uno scarico abusivo che dall’immobile privato sversava nell’alveo del fiume Irno, con la fuoriuscita di reflui maleodoranti. Il Comune ha emesso immediatamente un’ordinanza di eliminazione e suggellatura della tubazione di scarico e di svuotamento della vasca.

Come ha dichiarato il sindaco della città, alla Gazzetta di Salerno, Gianfranco Valiante: “Saremo inflessibili nei confronti di questi criminali che danneggiano l’ambiente, gesti come questo non solo inquinano e deturpano il territorio, ma si trasformano in costi che poi ricadono su tutta la comunità“.

L’assessore alla sicurezza urbana è stato severo circa come affrontare la questione, infatti Picarone ha assicurato la massima serietà nei controlli e nella gestione della vicenda: “I controlli continueranno serrati il fenomeno degli sversamenti abusivi crea devastazione ambientale per colpa di balordi senza scrupoli. Stiamo monitorando con attenzione tutte le aree a ridosso del fiume per scongiurare nuovi casi di sversamenti abusivi a salvaguardia dell’ambiente“.

Nicoletta Crescenzo