Si è tenuto il 22 marzo scorso l’incontro tra Commissioni congiunte al Bilancio e alle Infrastrutture, alla presenza anche dei dirigenti ANM, per l’approvazione dell’aumento di capitale per l’Azienda Napoletana Mobilità fino a 65 milioni di euro.

Durante la riunione presieduta dai presidenti delle due commissioni, Manuela Mirra e Gaetano Simeone, è stato confermato che tale aumento di capitale avverrà tramite il trasferimento di immobili di proprietà del Comune di Napoli all’ANM, come previsto dal piano aziendale di rilancio approvato lo scorso 9 marzo.

Ad aprire la discussione sono stati l’amministratore unico dell’azienda, Alberto Ramaglia, e gli assessori competenti: l’Assessore al Bilancio e alla Finanza Salvatore Palma e l’Assessore al Lavoro e alle Crisi, alle Attività Produttive e al Personale Enrico Panini e l’Assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità Mario Calabrese.

Alberto Ramaglia ha presentato la situazione difficile in cui si trova al momento la società, rivelando che l’azienda attualmente possiede un patrimonio pari solo a un terzo di quello di partenza. L’amministratore unico è poi passato ad illustrare le linee guida del piano di rilancio per il triennio 2017/2019: l’ANM si occuperà solo della produzione in ambito urbano, mentre il servizio suburbano sarà ceduto ad un altro operatore del settore, ad eccezione della linea filoviaria; 85 dipendenti saranno “convertiti” a nuova mansione, 60 al ruolo di controllo e 25 alla sosta, mentre 69 dipendenti passeranno ad altre partecipate; 140 dipendenti riceveranno l’accompagnamento alla pensione; 170 lavoratori saranno ceduti all’azienda che gestirà il servizio suburbano (di cui 150 autisti), mentre 160 nuovi autisti saranno assunti; si arriverà a un taglio agli stipendi dei dirigenti pari al 20%; si osserverà la cessione a Napoli Servizi del servizio di segnaletica e, infine, si avrà il ripristino delle 39 ore di lavoro settimanali per tutti.

L’Assessore Panini ha parlato di uno dei tanti temi che hanno animato il dibattito nei giorni scorsi e cioè il congelamento del premio risultato ad horas, previsto inizialmente fino al termine del triennio (2019). L’Assessore ha assicurato, invece, che i premi “saranno pagati, con la cadenza dei finanziamenti regionali attesi, in ogni caso non oltre giugno 2017“.

L’Assessore Palma ha ricordato a tutti perché l’amministrazione si stia impegnando in prima linea nel “risollevare” l’azienda del trasporto pubblico: “se non si eliminano le criticità strutturali, il servizio di trasporto pubblico non potrà essere mai migliorato”.

La ricapitalizzazione così approvata, normalmente non è autorizzata dalla legge per le società partecipate (ANM è partecipata al 100% dal Comune) che abbiano “subito perdite per tre esercizi successivi”. Se è possibile oggi procedervi è grazie a un nulla osta concesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2016 per il precedente piano industriale ed è ancora valido solo perché il piano attuale rappresenta l’aggiornamento di quello precedente, di cui la ricapitalizzazione non era stata mai approvata in Commissione.

Dopo la presentazione del piano e gli interventi degli assessori, si è aperto un intenso dibattito in cui molti dei consiglieri presenti hanno illustrato la propria posizione:

il Consigliere Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha espresso le proprie perplessità proprio su questa “proroga”, per così dire, al nulla osta ministeriale, approvato quando le perdite dell’ANM erano inferiori a quelle attuali;

il Consigliere Ciro Langella (Dema) ha posto l’attenzione sulla situazione dei lavoratori, affermando dii essere soddisfatto dal piano di rilancio presentato poiché mette in sicurezza i lavoratori. Inoltre ha chiesto delucidazioni sulla sorte dei lavoratori destinati alla mobilità verso le altre partecipate;

Gaetano Troncone (Misto) ha richiesto che entro la prossima seduta consiliare, si fornito un approfondimento sulla questione degli immobili che il Comune ha accettato di cedere all’ANM;

Mario Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) ha sottolineato l’importanza di fare chiarezza sulle questioni e i fattori che hanno portato alla crisi aziendale;

molte, poi, sono state le critiche alla gestione anche “politica” dell’azienda partecipata, come quella di Andrea Santoro (Misto – Fratelli d’Italia) che ha messo in dubbio la validità stessa del piano, poiché “gli interlocutori di oggi sono gli stessi che hanno portato alla fusione di ANM nella Napoli Holding, un’operazione che non ha portato benefici e che rende poco credibili le proposte in discussione, riservandosi di verificare gli attuali, troppi, centri di spesa di ANM, azienda che avrà comunque poca liquidità per fornire un servizio efficiente”.

Ora si attende la seduta del Consiglio Comunale attesa per il 27 marzo e ritenuta decisiva e conclusiva per l’intera vicenda.

Desire Rosaria Nacarlo