Ogni orizzonte della notte, in libreria e online dal 24 marzo per le cure di Augh! Edizioni, è il nuovo prodotto letterario di Maurizio Vicedomini.

Laureato in Filologia Moderna, svolge il lavoro di editor ed è direttore della rivista culturale online “Grado Zero”. Tra le sue passate pubblicazioni ricordiamo Il Patto della Viverna (Ciesse edizioni, 2012), Il Richiamo della Luna Oscura (GDS, 2012) e Memorie di Mondi (EDS, 2014), opere di genere fantasy, sezione che gli ha consentito di vincere il Premio Mondadori Chrysalide (2013) con il racconto Senzanome.

Ogni orizzonte della notte è una raccolta di undici racconti, un viaggio nei miseri anfratti dell’umano, appena percepibili da chi si interroga tanto da precipitare nel buio. Il filo rosso dei racconti, infatti, più che la luce – fuoco brillante o flebile, artificiale o naturale, in forma di fiamma o di luna – può identificarsi nell’oscurità, l’unica autentica chiave per leggere la vita, poiché essa sola ci dà la percezione più prossima alla morte, al nulla. La prosa ha un tessuto visibilmente metaforico; i personaggi parlano di stelle per ragionare della vita, finanche di Dio, che se esistesse assomiglierebbe ad una nana rossa, poiché quest’ultime – pur avendo una massa tale da renderci difficoltosa la loro immediata individuazione – hanno una vita media maggiore dell’età attuale dell’universo, “stanno là, da sempre, e osservano. Forse, ancora nella loro fase iniziale, vedranno la fine dell’umanità, della Terra e di tutto il sistema in cui viviamo”.

I racconti si compongono per giustapposizioni di immagini, quasi flashback di un tempo ambiguo perché avulso dalla cronologia, un “flusso di coscienza” degli eventi che sgorgano gli uni dagli altri attraverso il tacito legame della luce, dell’illuminazione intesa come percezione di un’essenza.

Non viene tracciato il profilo netto del narratore, il personaggio che parla in prima persona, e di cui mai si svela il nome, altri non è che un uomo qualsiasi, che si confronta con altri uomini qualsiasi; sembra un’identità in divenire, che si compone per pezzi attraverso l’intera opera, perché la divisione dei racconti è un modo per frammentare un più alto unicum narrativo: il dispiegarsi pacifico dell’angoscia esistenziale. Un moderno libro dell’inquietudine, dunque, in cui gli eteronimi senza nome siamo tutti noi lettori, che certamente ritroviamo nella nostra esistenza le sensazioni di smarrimento, impotenza e consapevolezza dell’io narrante. I ricordi, presentati nel racconto Odissea d’autunno quali mostri interiori, sono il centro di chiunque provi a fare un bilancio esistenziale del proprio percorso.

Vai sempre a casa, se ne hai una dove tornare. Finché puoi, finché c’è qualcuno che ti aspetta. Altrimenti è solo cemento e ricordi”, dice in esso un vecchio a cui l’alcol pare portare la limpida consapevolezza che spesso manca ai sobri. Ma in questa ricerca di conoscenza di sé i ricordi vengono anche recuperati, come in Long Island mescolato bene, in cui l’agnizione dolorosa del protagonista individua il demone che lo abita.

Ogni orizzonte della notte è una riflessione sulle debolezze dell’uomo, attraverso racconti che si strutturano seguendo il ritmo ciclico delle rime, che si alternano e si scambiano di posto riprendendo e ampliando con un eco il filo del discorso. Diverse sono le scelte narrative adottate, tra cui è da segnalare la presenza di monologhi (L’uomo al buio e Il rinoceronte), e di un racconto, Ego, formatosi per l’intreccio tra i pensieri del protagonista e quelli della sua amante. Si tratta di un interessantissimo esperimento in cui l’esuberante artificio stilistico fa da contraltare ad una ambientazione dolorosamente nostalgica, ad una tragedia dai modi pacati, come in Odissea d’autunno, racconti in cui l’incomunicabilità della solitudine si staglia con maggior forza perché si delinea sul fondo contrastivo dell’amore. Il buio per i personaggi è fascinazione e condanna, come in Chiaro di luna, un racconto-sogno che dura il tempo di una rivoluzione sinodica. Ogni orizzonte della notte è una raccolta che parla dell’uomo sviscerando, con toni cupi, i temi dell’amore e della morte, e li affronta con la delicatezza di un giovane, promettente, autore.

Sono previste occasioni di incontro con l’autore a Napoli, ma per ora segnaliamo la presentazione del 9 aprile al Freadom Book & Music di Bellizzi (SA), ore 20.30.

Paola Guadagno

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Paola nasce nell’hinterland napoletano, ma cresce e si forma in città, desiderosa di viverla pienamente. Si laurea in Lettere moderne ed in Filologia moderna, consacrando la sua vita ad un composito gruzzolo di chimere. Desiderosa di apprendere le arti del giornalismo, crede nella forza di un’informazione libera da qualsiasi condizionamento sociale, politico o religioso, e si propone di perseguirla.