Soccavo. Il Cap 80126 – centro autogestito Piperno è nato solo da qualche mese ma da allora non si è fermato un attimo. La struttura è sita a Soccavo ed è riuscita a splendere solo grazie ai ragazzi che hanno deciso di prendersene cura. Infatti questo posto prima di essere restituito alla cittadinanza, è stato per lungo tempo un’ex stazione della Polizia Municipale.

Abbandonata ormai da un anno, la struttura era diventata covo per i tossicodipendenti. Armandosi di tanta buona volontà gli attivisti hanno trasformato quel luogo abbandonato da tutti in un posto in cui creare sinergie e positività per poi donarle alla comunità. La primavera è rientrata in pieno ritmo e di conseguenza arrivano le grandi pulizie. Il Cap 80126 dà l’appuntamento per sabato 25 marzo alle ore 10.00 per ripulire i giardini esterni al centro sociale in viale Adriano con lo scopo di creare un orto urbano da destinare agli abitanti del quartiere.

Ma gli attivisti del Cap 80126 hanno pensato proprio a tutto e il giorno seguente, il 26 marzo alle ore 10.00, insieme al collettivo Skabb si recheranno al Parco Costantino in viale Traiano di Soccavo per ornare l’area verde con giochi per bambini come trottole o macchinine. “Chiediamo a tutti i singoli, le realtà di base e le associazioni di Napoli e Provincia – scrivono gli attivisti – che si occupano di riqualifica e di manutenzione di aree verdi, di orti sociali e di gestione di spazi liberati di supportare e partecipare al progetto di orto urbano che sta nascendo al Cap 80126. Abbiamo a disposizione delle grandi aree verdi e non vediamo l’ora di poterle vivere e renderle fruibili per tutt*!”.

Un quartiere, dunque, come quello di Soccavo che si riappropria dei propri spazi, restituendo dignità a chi lo vive. Con l’obiettivo di donare alla collettività dei luoghi in cui poter trascorrere il tempo.

 

Maria Baldares 

CONDIVIDI
Articolo precedenteIron Fist: il supereroe sincretico, tra cultura Orientale e Occidentale
Articolo successivoIl Ventre di Napoli: le catacombe di San Gaudioso
Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.