Un’equipe di ricercatori argentini guidata da Carlos Taboada ha scoperto durante una spedizione nella foresta amazzonica una rana in grado di assumere un colorito fluorescente se esposta alla luce. La sorprendente scoperta pubblicata sul Proceedings of the National Academy of Sciences è unica nel suo genere poiché si tratta del primo anfibio dotato di tale capacità.

L’animale in questione, denominato dai ricercatori Hypsiboas punctatus, è stato trovato ai confini nei pressi del fiume Santa Fe. I biologi puntando una torcia verso questa particolare rana degli alberi si sono accorti che la pelle dell’animale esposta alle radiazioni ultraviolette cambia colore passando da un colorito verde, giallo e rosso a una tonalità tra il verde e il blu fluorescente.

”Non potevamo crederci, non su un anfibio” ha affermato sbalordito il coautore dello studio Julián Faivovich. La scoperta ha destato forte stupore nel mondo scientifico perchè la fluorescenza è una proprietà finora osservata solo in alcuni tipologie di pesci, scorpioni e pappagalli. È molto raro che animali viventi sulla terra ferma presentino questa peculiarità.

”La nostra scoperta dimostra che la fluorescenza può essere rilevante anche in ambienti terrestri e dunque si aprono nuovi percorsi di ricerca. Prima di puntare le lampade UV avevamo il sospetto che fosse fluorescente, ma non di questa intensità.” ha spiegato Taboada.

Da uno studio più approfondito condotto in laboratorio è emerso che l’Hypsiboas punctatus è in grado di cambiare colore grazie a un pigmento contenuto nei suoi tessuti e ossa chiamato biliverdina. È a causa di esso e altre tre molecole presenti nelle ghiandole che la rana riesce ad assumere un colorito fluorescente in caso di esposizione alla luce.

Il perchè della fluorescenza è ancora ignoto. Taboada e il suo gruppo ipotizzano che l’ Hypsiboas punctatus cambi colore per rendersi visibile ai suoi simili nelle ore notturne e durante la stagione dell’accoppiamento oppure per mimetizzarsi con le piante della foresta amazzonica e sfuggire così ai numerosi predatori. Per ora si tratta solo di ipotesi che sarà possibile confermare solo studiano a fondo il comportamento di questa curiosa e affascinate rana.

Vincenzo Nicoletti