Ludopatia, il Tar ha confermato la sua approvazione al regolamento stipulato nel dicembre del 2015 che limita gli orari di apertura delle sale da gioco dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 23,00.

Era stato presentato un ricorso a questo regolamento dalla società Hbg Arcades, che però è stato respinto in quanto, come si può leggere nella sentenza: “L’amministrazione ha compiuto un’adeguata istruttoria, fondata anche su un’attenta indagine statistica precedente l’adozione del contestato Regolamento. In questo senso, le scelte operate dall’amministrazione comunale non appaiono affatto arbitrarie ma si fondano su ricerche e dati statistici che confermano la tesi – non certa in via assoluta ma pur sempre fornita di elementi plausibili – del collegamento riscontrabile tra l’aumento della diffusione sul territorio delle sale da gioco e l’incremento della tendenza alla ludopatia”.

Il regolamento ha confermato alcuni punti cruciali, importanti per combattere la ludopatia che in Campania raggiunge il 13% di giocatori adolescenti a rischio contro l’11% italiano.

Ludopatia
Ludopatia

In Campania il gioco d’azzardo è costato 8,9 miliardi di euro nel 2011, stima calcolata in base al numero degli utenti che hanno fatto ricorso ai servizi sanitari della ASL.

In particolare è stata ribadita l’importanza della distanza minima di 500 metri dai “luoghi sensibili”, quali istituti scolastici, università, centri frequentati principalmente da giovani; una distanza di 200 metri dai luoghi dove è possibile avere una disponibilità immediata di denaro, quali bancomat, agenzie di prestiti o pegni, eserciti l’acquisto di oro.

Unici punti criticati sono il controllo sulla tipologia e del numero degli apparecchi da gioco e il divieto di pubblicizzare l’apertura di un nuovo locale adibito al gioco d’azzardo.

Dichiara l’Assessore al Lavoro Enrico Panini: “Siamo molto soddisfatti. Un grande ringraziamento va all’Avvocatura del Comune di Napoli e un altrettanto grande ringraziamento va a Federconsumatori Campania, Federconsumatori Napoli, Libera Napoli, La Casa sulla Roccia – Centro di solidarietà, Famiglie in gioco, ADA Napoli e Provincia, Acli che hanno sostenuto la legittimità del Regolamento comunale”.

Andrea Chiara Petrone