La ville en rose, così chiamata per il colore che i mattoni dei suoi storici palazzi riflettono durante il suggestivo tramonto, è un luogo che vale la pena visitare se si pensa ad un viaggio di pochi giorni e senza troppe pretese. Toulouse è una città piena di storia, capitale culturale dell’Occitania. È spesso luogo di passaggio per visitatori che hanno come meta Lourdes o il Cammino di Santiago, che non si pentono di essersi fermati qualche giorno in questa città. Quindi, nel caso pensaste ad un soggiorno à Toulouse, eccovi qualche informazione utile sui luoghi da vedere e da frequentare.

Cosa visitare:

  • La basilica di Saint Sernin

Nel centro storico di Tolosa, in prossimità della grande piazza del Campidoglio (Place du Capitole), si erge il più grande edificio romanico d’Europa. La basilica di Saint Sernin, costruita sulla tomba di San Saturnino martire e primo vescovo di Tolosa, è una delle principali tappe sulla via dei pellegrini che si recano a Santiago de Compostela.

  • La chiesa dei Giacobini

È un complesso appartenuto all’Ordine francescano dei giacobini, fabbricato in mattoni e considerato un gioiello dell’arte gotica. La chiesa ha un piacevole chiostro le cui logge laterali spesso ospitano degli eventi di arte contemporanea. Inoltre, dal 1369 la chiesa ospita la tomba di san Tommaso d’Aquino, al quale è dedicata.

  • Convento degli Agostiniani e Museo di Belle arti

Esempio di monastero gotico medievale che alla fine del XVIII secolo venne trasformato nel Museo di Belle Arti di Tolosa, accoglie al suo interno circa 4.000 opere tra sculture, dipinti e disegni.

  • Basilica di Notre-Dame de la Daurade

La Basilica di Notre-Dame de la Daurade fu eretta in stile neoclassico a partire dal 1764 sul sito di un antico tempio dedicato ad Apollo.

Luoghi d’interesse:

  • La Daurade

Un posto molto amato dai tolosani per il suggestivo tramonto che accompagna i pomeriggi sul bordo della Garonna. Il quartiere La Daurade presenta un belvedere su Pont Neuf e sul fiume Garonna dove sono presenti diversi locali tipici, in particolare il più frequentato è il Café des Artistes. Se avete voglia di godervi il tramonto rosa, sorseggiando una birra, lasciandovi accarezzare dalla melodia accennata di una chitarra in lontananza, suonata da qualcuno a bordo del fiume, allora La Daurade è il posto per voi.

  • Jardin des Plantes e il Jardin Japonais

Una volta giunti a Tolosa non si possono tralasciare i parchi che ospitano i giardini più famosi e amati della città. Il Jardin japonais si trova nei pressi del quartiere di Compans Caffarelli all’interno di un parco pubblico ed ha la conformazione tipica dei giardini nipponici, con la pagoda, il giardino zen e piante tipiche; i Jardin des Plantes invece, come dice il nome è più grande ed antico. Fu infatti voluto dal naturalista Philippe Picot de Lapeyrouse nel 1794 ed ospita 1300 specie di piante.

  • Place du Capitole

È la piazza principale di Tolosa, sede del palazzo del Capidoglio dove avvengono i discorsi del sindaco e gli eventi ufficiali; affaccia sul grande spiazzale di circa 12 000 mq che presenta degli antichi portici che ospitano ristoranti e bar in cui poter mangiare e bere, godendosi la vista della piazza.

  • Rue Alsace-Lorraine

Se pensate di dedicare un po’ di tempo allo shopping, allora dovete passare per la Rue Alsace-Lorraine, una delle strade più famose del centro storico, in cui sono presenti i principali marchi e negozi, Massimo Dutti, Etam, H&M, Zara e molti altri. È la strada dello shopping, completamente pedonale alla quale è possibile accedere facilmente attraverso la metro linea A.

Dove mangiare e uscire la sera:

  • L’Entrecôte

L’Entrecôte è una catena di ristoranti francesi che fa di un unico piatto, l’entrecôte per l’appunto, il suo punto forte. La carne, tenera e gustosa, è presentata su un vassoio ricoperto di con una speciale salsa la cui ricetta è segreta e impossibile da riprodurre. Inoltre le patatine fritte, che in Francia sono davvero buonissime, sono à volonté, insomma le si può prendere in quantità industriali senza prezzo aggiuntivo. Nonostante sia una catena, resta un buon compromesso per mangiare bene e ad un prezzo accessibile.

  • Quartiere Carmes

Il quartiere di Carmes è la strada dei locali tapas e dei ristoranti. Sempre pieno di giovani, presenta una varietà di locali che sono sempre pieni. Conviene infatti andar presto o prenotare, altrimenti si finisce di rimanere senza mangiare.

  • Una birra ad Arnaud Bernard

È un altro quartiere di Tolosa, che da qualche anno è diventato una sorta di ghetto per gli immigrati che non sono riusciti ad inserirsi e sono dediti ad attività illecite. Nonostante ciò il quartiere è molto vivo e pieno di giovani erasmus che si siedono in piazza a sorseggiare una birra o ascoltano jazz nei locali che affacciano sulla strada. Consigliati sono: Ixus, The George and Dragon e Burghel l’ancien.

  • Télégramme e Cosmopolitan

Sono i locali della movida tolosana, Frequentatissimi e molto in voga sopratutto perché nel centro di Tolosa, infatti sono entrambi vicini alla fermata centrale di Jean Jaurès. Non sono delle vere e proprie discoteche, ma locali in cui è possibile sedersi e bere qualcosa ma che presentano una zona in cui poter ballare e accedere alla zona bar.
Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.

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