Solo qualche anno fa sembrava quasi un film di fantascienza, invece oggi, nonostante ancora un po’ di incredulità, i robot hanno preso sempre più parte nella vita lavorativa dell’uomo.

Già da tempo le macchine hanno preso il posto dell’uomo nelle mansioni più disparate, soprattutto a livello industriale e nell’agricoltura. Non dimentichiamo, infatti, che gran parte delle nostre auto sono costruite da robot meccanici che le compongono scrupolosamente pezzo dopo pezzo e che in agricoltura anche un banalissimo impianto d’irrigazione ha contribuito notevolmente ad aiutare l’uomo.

Oggi naturalmente c’è di più, la tecnologia che avanza offre nuove opportunità all’uomo e se da una parte lo coadiuva nelle mansioni più complicate, dall’altra lo sostituisce togliendo forza lavoro umana e destando preoccupazione in una società dove anche il livello di disoccupazione cresce notevolmente.

Tuttavia c’è da evidenziare che gran parte dei robot di ultima generazione sono stati creati proprio con l’intento di non sostituire l’uomo, ma di aiutarlo in situazioni particolari. In cucina, in farmacia, al tavolo di gioco: ecco solo alcune delle situazioni in cui l’intelligenza artificiale ci può cambiare la vita in meglio.

Flippy

È un robot, prodotto da Miso Robotics, che cucina gli hamburger e poi li mette nei panini. La sua mansione principale è quella di aiutare lo chef a realizzare più velocemente i panini riempiendoli con l’hamburger appena cotto e bollente, oppure a realizzare pollo fritto e tagliate di verdura senza rimetterci le dita di una mano.

Flippy ha debuttato al CaliBurger di Pasadena in California, si tratta di una catena di fast food presente in dodici paesi e si stima che entro il 2019 il robot possa essere introdotto in tutti i paesi in cui è presente il ristorante. Il personale di Pasadena è già molto contento di questa new entry, perché ha permesso loro di curare meglio le esigenze dei clienti e nessun membro del personale è stato licenziato a causa di Flippy.

Libratus

Negli ultimi dieci anni la percentuale di vincita dei computer sui giocatori umani è stata quasi del 90%, oggi grazie a Libratus questa percentuale ha raggiunto il 100%.

Questa macchina, infatti, ha affrontato 4 giocatori di poker professionisti in heads-up, ad uno ad uno, riuscendo a batterli tutti. Prima di Libratus ci aveva provato Claudico che, nonostante una percentuale molto bassa, aveva comunque realizzato ottimi risultati.

Come ha spiegato Tuomas Sandholm, il creatore di Claudico, “il computer sicuramente può scegliere di fare gli stessi trucchi dei giocatori di poker, ma il segreto è quello di non programmare i bluff. Sono gli algoritmi stessi a capire la strategia, come e quando bluffare”. Questa tipologia di computer non deve essere confusa con i poker bots che non sono ben accetti  dalle migliori sale da poker online e che funzionano praticamente a random, ma sono qualcosa di più di un semplice software. Libratus, infatti, ha dimostrato che il “cervello” di una macchina è ormai molto vicino a quello dell’essere umano e che quindi tutto questo può avere delle implicazioni enormi non tanto per il poker ma per altre applicazioni informatiche.
Infatti, sempre nel mondo del poker gira voce che venga introdotto Emotient, un’intelligenza artificiale in grado di leggere la mimica facciale di ogni essere umano rivelando il suo reale stato d’animo. Che sia la fine del bluff? Di certo sarà l’inizio di una nuova era per l’uomo.

 Apoteca

Un’azienda marchigiana specializzata nella realizzazione di strumentazioni e macchine ospedaliere ha creato Apoteca, il “robot farmacista” in grado di preparare farmaci oncologici.

La Loccioni, questo il nome dell’azienda, ha realizzato questa macchina proprio per la sicurezza dei malati oncologici, in quanto Apoteca è in grado di dosare i singoli farmaci nel modo corretto ed inoltre evita anche al “farmacista umano” di esporsi a prodotti che potrebbero essere dannosi per la sua salute. Naturalmente il robot è in grado di preparare altri farmaci, ma l’oncologia è proprio la sua specialità, per questo motivo tante aziende straniere stanno già facendo la corte alla Loccioni per poter acquistare la macchina il prima possibile.

Nao

È il primo robot docente ad insegnare in una scuola italiana e per la precisione all’Istituto Omnicomprensivo “G. Marcelli” di Foiano della Chiana in provincia di Arezzo. Si tratta di una macchina veramente particolare, poiché non solo conosce diverse lingue ma è in grado anche di interagire con alunni dai bisogni speciali. Possiede dei grandi occhi-schermo che proiettano immagini, inoltre è possibile programmarlo in base all’età degli alunni, in quanto Nao è utile per tutte le classi a partire dalla scuola materna. Agli studenti dell’Istituto esso servirà per apprendere i nuovi linguaggi dell’informatica (coding e pensiero computazionale) in un modo totalmente innovativo e divertente.

Donotpay

Quando Joshua Browder ha sviluppato il chatbot DoNotPay, l’idea originale era solo quella di aiutare le persone a risolvere i problemi con il parcheggio. Poi qualcosa è cambiato e oggi si è trasformato in un robot avvocato che offre assistenza legale gratuita alle persone che non possono permetterselo, come ad esempio i rifugiati.

Per realizzare il chatbot ci sono voluti più di sei mesi di duro lavoro e Browder ha dovuto lavorare fianco a fianco con diversi avvocati per formare al meglio la sua intelligenza artificiale.

Ora aiuta i rifugiati a compilare le domande di immigrazione verso Stati Uniti e Canada, mentre offre assistenza per ottenere il sostegno per l’asilo nel brevetto britannico. Quello che i rifugiati devono fare è semplicemente chattare con questo avvocato robot in inglese attraverso la piattaforma Facebook Messenger; l’idea di Browder è quella di estenderla anche a whatsapp. Il chatbot di Browder dimostra anche come l’intelligenza artificiale sia in grado di migliorare notevolmente la nostra vita. Questo chatbot non è la prima intelligenza artificiale a dilettarsi nel mondo della legge: prima di lui c’è stato l’avvocato robot di IBM Watson di nome Ross. Donotpay è diverso, perché possiede un’interfaccia semplificata che la maggior parte delle persone possono usare senza alcun problema.