L’ Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani (ADI) di Napoli si rinnova e nella scorsa settimana in un’assemblea alla presenza del Segretario Nazionale, Giuseppe Montalbano, l’associazione ha individuato le nuove cariche e gli obiettivi per il 2017.
Il nuovo Segretario è Lorenzo Fattori, consigliere della Scuola Delle Scienze Umane e Sociali dell’Ateneo Federico II; della segreteria fanno parte Alfonso Gentile Co-delegato in Consiglio Nazionale, Sara Belelli Vice Segretaria, Armando de Crescenzo Tesoriere e Mirella Paolillo Responsabile Comunicazione.

La redazione giornalistica di Libero Pensiero News ha intervistato il Nuovo Segretario, Lorenzo Fattori per illustrarci le nuove sfide che attenderanno l’associazione. Di seguito l’intervista completa:

Dopo una lunga militanza nel sindacato universitario sei stato eletto segretario dei dottorandi di Napoli. Puoi spiegarci cos’è precisamente l’ADI e di cosa si occupa?
L’Adi, Associazione dei dottorandi e dottori di ricerca italiani, è l’organizzazione che rappresenta e difende i dottorandi e i dottori di ricerca, dunque anche ad esempio gli assegnisti di ricerca; si batte, con strumenti sia vertenziali che di conflitto, per avere maggiori tutele legali e regolamentari per queste figure e, nel complesso, per una maggior apertura e un miglior funzionamento del sistema universitario pubblico e per una più ampia valorizzazione della ricerca in tutte le sue sfumature. L’Adi ormai esiste da vent’anni, e la sede di Napoli è stata storicamente una delle più attive nell’associazione; nell’ultimo anno c’è stata una fase di transizione che ha visto una fisiologica diminuzione delle attività a causa di un accentuato ricambio generazionale, ma ora siamo pronti a ripartire con una nuova segreteria fatta da persone valide e competenti e numerose proposte per tutelare con forza i dottorandi napoletani.

Oltre a ricoprire l’incarico di segretario, nei mesi scorsi sei stato eletto anche rappresentante Adì nella Scuola delle Scienze umane e sociali della Federico II. Come procede il lavoro?

La Scuola delle Scienze umane e sociali è di recentissima formazione, infatti il Consiglio di cui faccio parte si è costituito per la prima volta proprio nel presente anno accademico; è un ente che si colloca tra i dipartimenti e gli organi maggiori dell’Ateneo, ed è pensato per svolgere principalmente opera di intermediazione e coordinamento tra questi e tra i dipartimenti stessi, con uno sguardo anche all’efficientamento della didattica. Nel corso di questo mandato finora non è capitato di dover deliberare su temi riguardanti i dottorandi, perché la Scuola ha dovuto innanzitutto provvedere alla stesura di un proprio regolamento e a deliberare su alcune procedure urgenti riguardanti in principal modo il reclutamento; a questo proposito, devo sottolineare che proprio questo, nel presente momento storico, è uno dei problemi maggiori per gli atenei italiani, se non altro per la scarsezza di risorse messe a disposizione da parte dei governi che si sono succeduti e per la tenaglia del blocco del turnover. E questo ovviamente ha una ricaduta durissima sui dottorandi, che in molte occasioni vedono impossibile il proseguimento della carriera universitaria; ciò è un grave danno sia per il sistema universitario, che perde delle personalità altamente formate, sia per essi stessi che, a causa dell’inesistente valorizzazione del titolo di dottore di ricerca, spesso non riescono a trovare un impiego all’altezza del loro livello di formazione. Nel complesso, è un meccanismo che danneggia tutto il Paese, e che va rapidamente disinnescato.

Dopo le battaglie come rappresentante degli studenti, ora che fai il dottorato, in quale settore pensi che il Governo debba investire maggiormente in materia di Diritto allo Studio?
Tutto il diritto allo studio è importante; la costruzione di un Paese migliore presuppone che ci sia un effettivo diritto allo studio a tutti i livelli, come peraltro prescrive l’articolo 34 della nostra Costituzione. In passato, quando dirigevo il sindacato degli studenti universitari, mi sono occupato ampiamente del diritto allo studio universitario ed è un terreno tutto da ricostruire, le risorse sono poche e le strutture sono in grande difficoltà. Per quanto riguarda i dottorandi, invece, a mio parere è improprio parlare di diritto allo studio: i dottorandi sono di fatto dei lavoratori, oltre alle proprie ricerche svolgono infatti compiti di didattica integrativa, eppure solo l’Italia, tra tutti i Paesi europei, di fatto non riconosce questa loro natura, non avendo attuato quanto previsto nella Carta europea dei ricercatori. Dunque il problema è che le borse di studio per i dottorandi, nell’ordinamento italiano, sostituiscono un’adeguata contrattualizzazione; inoltre l’Adi si batte per il superamento dei dottorati senza borsa di studio, tutti i dottorandi devono avere le stesse risorse e gli stessi diritti (e tutele).

Un appello per iscriversi all’Adi?
Lo slogan della campagna di tesseramento di quest’anno è “Costruiamo insieme i nostri diritti”, e mi sento di sposare appieno queste parole. Le battaglie per avere maggiori tutele sono battaglie collettive, l’Adi da sola non potrà far molto se non si innescherà un processo di protagonismo da parte di tutti i dottorandi e i dottori di ricerca per ottenere maggior rappresentanza, la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca e per il rilancio del sistema universitario italiano.
A Napoli ci sono cinque università, con differenze di orientamento disciplinare, ordinamento, risorse, opportunità e problematiche: un’associazione come l’Adi può essere un grande strumento di tutela in un territorio complesso come questo. A noi sta il compito di coinvolgere i colleghi, a loro la responsabilità di attivarsi in prima persona.ù

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Pasquale De Laurentis
@pasqdelaurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

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