Identificati nuovi scoli e scarichi abusivi nel Torrente Cavaiola, nei pressi di Nocera Inferiore. Il tributario del fiume Sarno funge nuovamente da discarica abusiva. Questa volta è stata paradossale la presenza di una bicicletta.

Nel corso degli anni, casi del genere non sono stati pochi: prima la presenza di un pitone, del corpo morto di un cavallo, poi di un parchimetro sradicato da Via Rea e gettato nel fiumiciattolo.  Per non menzionare i tantissimi altri oggetti e liquidi che non sono stati identificati e sono presenti all’interno dell’alveo del torrente, arrecando danni notevoli.

Cavaiola
L’ultima scoperta è stata rinvenuta proprio in Via Rea, in prossimità della Caserma Tofano a Nocera Inferiore. Non si conosce la provenienza della bicicletta o di chi l’abbia scaraventata nella Cavaiola ma ciò di cui si è certi è la gravità del gesto compiuto. Vivendo in una società in cui le autorità hanno le proprie mancanze, tante e di continuo, la responsabilità civile del cittadino dovrebbe essere salda, ma purtroppo viviamo in una società ipocrita che si lamenta delle città degradate in cui vive ma non esita un attimo a deturparle. A tal proposito, che si tratti di Teoria delle finestre rotte o di ignoranza non possiamo saperlo, il confine resta molto sottile e radicato nelle nostre coscienze.
Come se non bastasse per il nostro territorio, e lo stesso è avvenuto nelle scorse settimane nel Fiume Irno, sono stati rinvenuti nuovi scoli abusivi nel Torrente Cavaiola in prossimità del Comune di Nocera Superiore, il giorno 28 marzo 2017. Infatti, dopo le segnalazioni da parte delle Guardie Ambientali d’Italia e dei Vigili Urbani, che cooperano con gli operai del Consorzio Bonifica Sarno, sono stati identificati i luoghi in cui avvenivano gli sversamenti illeciti e immediatamente chiusi ma, purtroppo, riaperti dopo pochi giorni.
Queste le parole di Concetta Galotto, referente territoriale e regionale delle Guardie Ambientali d’Italia: “Io mi rammarico nel vedere che ancora si tenta di sfuggire alle proprie responsabilità arrecando danni a terzi, in questo caso ad altre persone. Al loro posto mi vergognerei. Ringrazio il capitano Attanasio e il Commissario D’Angelo per aver provveduto subito al ripristino dello stato dei luoghi a mezzo della vigilanza idraulica con Giuseppe Milite“.
Nicoletta Crescenzo