Meno di mille minuti giocati in stagione, solo 5 presenze da titolare, eppure Patrik Schick è riuscito ad attirare su di sé l’attenzione di mezza Europa, con squadre (l’Inter ad esempio) disposte a tutto pur di accaparrarsi le sue prestazioni. Ma quali sono le sue caratteristiche, e perché la Sampdoria lo sfrutta soprattutto a partita in corso?

Partendo dai pregi: Schick è un classe ’96, alto 186 cm, mancino di piede e proveniente dallo Sparta Praga. Di ruolo farebbe la punta centrale, ma in questa stagione in maglia blucerchiata è stato impiegato soprattutto come seconda punta/trequartista. Nonostante giochi poco e parta più lontano rispetto alla scorsa stagione, con la maglia dei Bohemians, il giovane ceco ha già superato il suo record di marcature stagionali in tutte le competizioni. Nonostante il fisico imponente, è dotato di un’ottima progressione palla al piede, uno straordinario dribbling nell’uno contro uno ed un sinistro con cui centra la porta anche dalla distanza. Riesce poi agilmente a reggere bene i contrasti contro ogni genere di difensore e ad essere decisivo quasi ogni volta che viene chiamato in causa. Basti pensare ai 20′ giocati in casa contro la Roma in cui, con un suo gol ed una punizione guadagnata che ha portato il risultato sul 3-2, ha ribaltato le sorti dell’incontro.

In questa stagione però, più minuti giocati non sono quasi mai coincisi con più produzione offensiva per Schick. La sua prima presenza da titolare allo Juventus Stadium, lo aveva visto andare in gol dopo 40 minuti, nonostante l’avversario fosse tra i più proibitivi e la Samp non schierasse molti titolari in campo. La seconda titolarità lo vede causare l’autogol di Hysaj nella sfida contro il Napoli, ma già in quella circostanza non sembrava lo stesso giocatore dei 5 gol consecutivi tra novembre e dicembre. Le successive partite da titolare contro EmpoliAtalantaPalermo lo vedono infatti molto “silenzioso” dal punto di vista offensivo. Un altro problema nella fase offensiva di Schick è l’utilizzo del piede debole, molto lontano dal livello del mancino. In più, spesso e volentieri è molto innamorato del pallone e ciò lo porta a giocare molto lontano dall’area (in coppia con Muriel, l’attacco della Samp è assente dall’area di rigore), nonostante il fisico e le doti tecniche gli permetterebbero facilmente di coprire quel ruolo. Infatti, viene spesso impiegato soprattutto come vice-Muriel o come trequartista ed in situazioni in cui gli schemi sono completamente saltati ed il suo grande talento può venire fuori, senza preoccuparsi della tattica.

Schick è quindi, in questo momento, più simile al Totti dello scorso girone di ritorno o al vecchio Dries Mertens: un giocatore dal talento superiore, capace di dare il meglio da subentrante piuttosto che da titolare. Rimane tuttavia un giocatore su cui investire per il futuro, e che tra le mani di grandi allenatori della fase offensiva, come Sarri, potrebbe sopperire a quei difetti tattici che ancora non gli permettono di brillare come potrebbe.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: ilsecoloxix.it