Dove cielo e mare si fondono in un azzurro senza confini, sull’orizzonte a sinistra si staglia il profilo minaccioso del Vesuvio e il Castel dell’ovo che sembra reggersi sull’acqua, mentre a destra lo sguardo incontra le colline della Napoli bene, Posillipo e il Vomero.

Ci troviamo sul Lungomare Caracciolo, una delle “passeggiate” più belle al mondo: da Mergellina a Piazza Vittoria, fiancheggiando la Villa Comunale e la Riviera di Chiara, essa rappresenta un tappa fissa non soltanto per gli avventori della città, ma anche per chi ha le radici radicate in terra napoletana. Una passeggiata che non annoia mai, incantevole a qualsiasi ora del giorno, quando il sole sorride specchiandosi nel mare e creando un’esplosione di colori,  via caracciolo napolimeravigliosa a qualsiasi ora della notte, quando il sole dorme ed è la luna ad ammirare il suo riflesso nell’acqua, tra le piccole lucciole artificiali che illuminano la città, regalando un panorama romantico e mozzafiato.

Napoli via caracciolo

Il nome della via è dedicato alla memoria di Francesco Caracciolo: ammiraglio della Marina, considerato eroe della Repubblica Napoletana, Caracciolo difese strenuamente la sua Napoli combattendo per scacciare i francesi. Durante gli scontri, colpì Minerva, la nave dell’ammiraglio inglese Thurn. Fuggito in un antico podere della sua famiglia, Caracciolo fu catturato a causa del tradimento di un servo: fu così impiccato all’albero maestro della sua nave il 30 giugno del 1799, dall’inglese Nelson. Il suo cadavere fu gettato in mare e, secondo quanto sappiamo, riemerse qualche giorno dopo presso il litorale di Santa Lucia, proprio mentre il re Ferdinando, personalità piuttosto superstiziosa e incolta, stava facendo un bagno.

Il Lungomare Caracciolo, fino alla fine del XIX secolo, non esisteva: al suo posto, c’era un’ampia spiaggia frequentata dai napoletani. Il progetto di ristrutturazione urbana nacque, solo teoricamente, nel 1839 nelle cosiddette “Appuntazioni” di Ferdinando II. Dopo diverse proposte, solo il 15 marzo 1869 una Commissione comunale decise di affidare il progetto ad Annibale Giletta. La sua proposta comprendeva la costruzione di una strada direttamente affacciata sul mare che congiungesse Piazza Vittoria a Mergellina: iniziava così l’edificazione del lungomare costruito su una “colmata”, via Caracciolo.

E qui, in questa via edificata sulla sabbia, ancora si respira quell’aria di mare che è , in fondo, l’essenza di Napoli. Bellezza da sentire, da guardare, da visitare.

Come il Borgo Antico di Santa Lucia, Napoli via Caracciolocon il caratteristico Borgo Marinari, all’ombra del Castel dell’Ovo, con la Fontana del Gigante e i resti della villa di Licinio Lucullo.

Durante la promenade incontreremo, situata al centro di una rotonda omonima, la statua equestre di uno dei maggiori generali della prima guerra mondiale, Armando Diaz, affiancata da due fontane e inaugurata del 1936.

Ma, si sa, a Napoli la bellezza non può non essere accompagnato dal buon cibo: tra gli innumerevoli ristoranti che sorgono sul lungomare, all’ estremità nei pressi di piazza Vittoria incontriamo una delle pizzerie storiche di Napoli,  quella di Gino Sorbillo.

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Da non dimenticare, i ristoranti Zi Teresa e Antonio e Antonio, che servono ai clienti prelibatezze a base di pesce piatti tipici della cucina napoletana.
Insomma qui, in un colpo d’occhio solo, le bellezze di Napoli sfilano sotto gli occhi di tutti, tra i profumi di mare e di caffè, accompagnate dalla melodia degli artisti di strada, sullo sfondo di un’onnipresente tela azzurra, perché “tutto è azzurro a Napoli. Anche la malinconia è azzurra”.
Sonia Zeno