Genova è membro, insieme a città come Londra e Rotterdam, del consorzio CELSIUS:  il progetto, cofinanziato dall’UE, è dedicato alla progettazione di nuove infrastrutture per città più smart e green.

Sono oltre 65 le città che hanno sottoscritto e abbracciato il progetto CELSIUS e molte di queste sono italiane (si va da Bolzano a Cagliari, passando per Ferrara e Torino), ma attualmente sono soltanto cinque le città già operative: Londa, Rotterdam, Colonia, Gothemburg e Genova. Il capoluogo ligure rappresenta per l’Italia un modello da seguire: è una delle prime città italiane ad aver aderito al programma europeo sulle città smart e negli ultimi quindici anni molto è stato fatto in città per raggiungere i nuovi standard richiesti.

Ma andiamo con ordine, innanzitutto cos’è CELSIUS?

Un progetto cofinanziato dall’UE che ha come obiettivo quello di collaborare con i comuni alla pianificazione e ottimizzazione di nuove infrastrutture intelligenti per il riscaldamento e il raffreddamento. Il tutto finalizzato alla riduzione dei problemi dell’emissione di C02 nell’atmosfera, slegando le città dalla dipendenza dai combustibili fossili. Per questo motivo è nata la necessità di dare il via a progetti di “smart heating and cooling”.

Nelle aree urbane, dove oramai vive la maggior parte della popolazione mondiale, la risoluzione del problema dell’inquinamento dell’aria è diventata improrogabile. L’inquinamento legato ai trasporti ne è un’aliquota non indifferente: sono stati appunto finanziati molti progetti tra cui il  Sustainable Urban Mobility Plans che premia ogni anno la città che maggiormente ha integrato un trasporto merci sostenibile nel proprio piano di viabilità. Ma circa il 50% dell’inquinamento atmosferico è legato agli impianti di riscaldamento e raffreddamento. Per raggiungere l’obiettivo di città verdi e eco-sostenibile è imprescindibile migliorare anche questo settore.

CELSIUS propone di aiutare a costruire una rete di collaborazioni, scambi e interazioni tra comuni virtuosi. Da Londra a Genova le città fanno rete, scambiano esperienze e condividono modalità di gestione virtuosa e sostenibile. Nello specifico la città di Genova è da molti anni attiva in questa direzione.

smart

Una svolta è stata segnata dalla preparazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) che è rientrato all’interno del Patto dei sindaci. Il PAES rappresenta “la più vasta iniziativa urbana su clima ed energia al mondo” secondo le parole del commissario Miguel Arias Cañeteil. Un patto che vede coinvolte autorità locali e regionali, in modo assolutamente volontario, il tutto finalizzato a una serie di azioni che vanno dall’edilizia alla promozione delle fonti di energia rinnovabile. 

Il calendario della città di Genova definisce le politiche energetiche per i prossimi 10 anni, ma in modo dinamico che tiene conto degli altri strumenti di pianificazione del Comune: come il Piano Urbanistico, il Piano Urbano della Mobilità e il Piano Energetico Ambientale Portuale.

La città green è una città che rispetta l’ambiente, mentre la città smart è una città all’avanguardia e interattiva: un punto essenziale di CELSIUS è il coinvolgimento attivo dela cittadinanza. Proprio per questo motivo in molte delle 65 città europee sono già attivi workshop e visite di studio. La speranza è quella di veder moltiplicarsi gli esempi di comuni virtuosi: cento mille Genova.

Francesco Spiedo 

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.