Da qualche giorno a Portici esiste una nuova realtà: è Itaca, in Via Università 110, uno spazio liberato dal collettivo Portici Città Ribelle con l’obiettivo di restituirlo alla cittadinanza.

Siamo andati a fare due chiacchere con i ragazzi, che ci hanno mostrato come procedono i lavori per sistemare lo stabile e ci hanno raccontato qualcosa di Itaca.

Il luogo dentro è grande e spazioso, con i soffitti alti e finestre ampie da cui entra tanta luce. É ancora vuoto, ma i lavori di riordino procedono, così come la raccolta idee per come ridare vita a questo luogo che è stato chiuso e inutilizzato per 30 anni.

Ci raccontano che è stato un maneggio, poi un bunker durante la guerra e un luogo di resistenza partigiana, poi si è trasformato in discoteca, prima di diventare un cumulo di polvere e detriti.

itaca
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Adesso queste mura hanno l’occasione di rifiorire: c’è già una cassettina in cui si infilano le proposte per ciò che Itaca potrà offrire; si pensa a teatro, palestra popolare, luogo di ritrovo per i bimbi del quartiere che sono i primi e i più fantasiosi nell’imbucare le loro proposte.

“Per prima cosa vogliamo fare studio del territorio, ci spiega il collettivo, per capire quali sono le reali esigenze del quartiere, ciò che l’amministrazione fa mancare. Un ambulatorio gratuito, ad esempio, non è la prima esigenza: c’è l’ASL a pochi metri”.

Itaca, dunque, sta dimostrando fin da subito la sua intenzione di amalgamarsi con il quartiere, di non rimanere entità isolata. Vuole crescere insieme e intorno agli abitanti di Portici: il motto del collettivo è per tutti tutto, per noi niente.  E abbiamo potuto notare con piacevole sorpresa che i maggiori sostenitori di Itaca sono proprio gli abitanti del quartiere: “Dopo l’occupazione i vicini sono venuti a vedere cosa succedeva e ci hanno sostenuti da subito”.

Parliamo con un signore che abita a Portici dal 1969. “A questi ragazzi dovrebbero dare un premio, dice, qui prima c’era solo sporcizia. Si parla di via Università che è zona di confine tra Portici ed Ercolano, un lungo senso unico che non è mai rispettato e crea solo difficoltà.”

Un’altra signora racconta come l’amministrazione non faccia nulla per restaurare l’area della reggia: “In qualunque altra città un palazzo del genere sarebbe il fiore all’occhiello, qui invece c’è solo sporco e si pulisce solo per la festa di San Ciro. Per il risanamento dell’area si costruiscono pub, ristoranti, ma nessuno pensa ad interventi di tipo sociale. Portici è dimenticata”.

Dunque fare di Itaca un luogo di intervento, ma anche di laboratorio politico: questo è lo scopo del collettivo, che si dichiara indipendente da qualunque partito, ma sente comunque un bisogno politico pulsare vivo.

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Liberare uno spazio del genere in una realtà così piccola è diverso in molti modi ripetto che in una grande città come Napoli, dove la coscienza politica è più viva e diffusa e dove esiste una rete di collettivi che si sostengono a vicenda. I ragazzi di Portici Città Ribelle però hanno le idee chiare e tanta voglia di mettersi in gioco.

Perchè Itaca, ci spiegano, è il luogo della mente in cui ognuno cerca e trova ciò che vuole: per alcuni è casa, per altri è il viaggio per arrivarci.

Sabato 1 Aprile alle ore 18,30 si svolgerà a Itaca assemblea di presentazione e raccolta proposte.

Ludovica Perina