Mirko di Martino, autore e regista, direttore dell’associazione Teatro dell’Osso e del nuovo spazio teatrale TRAM, grazie alla collaborazione di Roberto Sapienza ha messo in scena “Per Ofelia”.
Nella serata del 30 marzo, al teatro Tram questo spettacolo inedito ha così avuto la possibilità di essere apprezzato nella sua anteprima.

Per Ofelia è una commedia romantica e, allo stesso tempo, un dramma sentimentale: alterna battute divertenti a scene drammatiche. La narrazione si svolge su piani diversi, in un raffinato gioco di specchi tra i personaggi di Shakespeare e i protagonisti di Per Ofelia.” rivelano le note di regia.

Si tratta di uno spettacolo metateatrale di cui l’amore, il tema principale, suddivide la narrazione in tre  grandi insiemi e nel contempo riesce ad unificarla donandole un andamento ciclico.

Due attori (interpretati da Stella Egitto e Orazio Cerino) devono esordire con uno spettacolo incentrato sul personaggio di Ofelia dell’Amleto di Shakespeare, ma durante le prove sorgono vari problemi. Lei è molto preoccupata per la sua carriera: in un momento di stallo dopo il debutto televisivo, tende alla perfezione e non accetta alcun tipo di compromesso. Prende le redini e spiega, incessantemente, tutti i punti  deboli di questo spettacolo, frutto di un regista assente e non molto dedito al suo lavoro. Lui invece spera che questo lavoro gli dia finalmente quel successo che non è mai riuscito ad ottenere. Brevi scene risultano così incentrate sulle difficoltà che la vita da attore può portare: lavori non retribuiti, provini non superati, lo scendere a compromessi pur di guadagnare qualcosa e far strada.

In particolare ad ossessionare il nostro protagonista è il fantasma del successo. “Tu sei un attore di teatro, sei abituato ad essere ignorato” è la battuta che davvero lo colpisce e lo scuote: lui desidera essere riconosciuto, avere dei veri fan e degli allievi che lo stimino e lo reputino davvero grande.

“Ma che cos’è davvero il successo? Fai un centinaio di foto, con una centinaia di persone, e poi? Poi è finita.” recita Stella Egitto.

Lo spettacolo si apre con una battuta di “Romeo e Giulietta”, nel passo in cui i due amanti, colti dall’alba, sono costretti a separarsi, con la speranza di rivedersi in seguito. Sin dall’introduzione inizia quindi il parallelismo tra le storie d’amore delle due tragedie shakespeariane che, con il prendere forma della trama, saranno la giusta tavolozza per dipingere il rapporto tra i due attori.

“Romeo e Giulietta” è lo spettacolo che hanno recitato insieme, da giovani, quando si sono conosciuti.
Lei è restia e poco convinta dalla scelta del regista perché l’amore narrato in quest’opera non è neanche paragonabile a quello descritto nell’Amleto, quindi la scena dovrebbe essere tagliata. Giulietta è la personificazione della forza e del coraggio, è forte e volitiva e, se il destino non gliel’avesse impedito, avrebbe coronato il suo sogno.

Il drammaturgo ha creato una vicenda divenuta immortale, simbolo di un amore infinito, che ha seppellito l’eco dell’antica tradizione cortese rendendola al contempo eterna.

Ofelia è l’opposto.
Non ha il coraggio di opporsi ai suoi familiari, ama come una ragazzina che si concede per la prima volta, dona tutta se stessa e parla di profumi, di fiori e di dolci parole. Ofelia è fragile ed è stata rifiutata anche se voleva solo stringere il suo amore, stringerlo fino a farsi male, ma resta sola. É come un candido fiore strappato dal suo elemento e non può più affidarsi alla ragione, si lascia andare, torna all’elemento naturale che sembra essere il suo degno simulacro.

“Ma Amleto non poteva amarla, non poteva mostrarle il suo lato oscuro e portarla in una trama di omicidi e vendette, lei era innocente.” ribatte Orazio Cerino.

Così i due attori un tempo felici, di un amore infinito si sono ritrovati catapultati nell’età adulta, dove la fine delle illusioni giovanili regna. La fine di ciò che sembrava eterno non è più così lontana: Amleto impazzisce, si isola, Ofelia lo abbandona  tra la melanconia del suo canto straziante.

Alessia Sicuro

 

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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