Continua la mobilitazione degli addetti alle pulizie dell’Ateneo.

Attraverso uno sciopero indetto il 31 marzo 2017 presso l’Università degli Studi di Salerno, gli interessati alla lunga vicenda hanno fatto risentire la propria voce contro la Fondazione, la quale si occupa dell’assegnazione di mansioni a cooperative e aziende che concorrono al bando pubblico.

Durante il presidio è stato consegnato il bando dell’ultima gara d’appalto alla dottoressa De Nictolis, interessata alla vicenda, con l’aggiunta di una lettera nella quale i lavoratori chiedono che venga controllato ogni singolo aspetto di quella e delle precedenti gare di appalto.

La serie di scioperi, mobilitazioni e proteste nasce dall’ultima gara, al seguito del quale circa 140 lavoratrici hanno visto i propri stipendi ridotti di circa il 40% (arrivando a percepire anche 300 euro mensili) e una serie di altri diritti fondamentali completamente cancellati dai nuovi contratti. 

In seguito a numerose indagini sarebbe emerso, in aggiunta, un vero e proprio caso di sfruttamento dei lavoratori, con infinite ore di straordinari non retribuiti, taglio dei salari, pessime condizioni di sicurezza ed, infine, assenza di regolari contratti.

La nostra redazione si era già occupata di questa spiacevole situazione nel corso del mese di dicembre 2016. Il 7 dicembre era stato richiesto un incontro con la Fondazione, ma quest’ultima, nonostante i dipendenti avessero ottenuto 93 firme di solidarietà di docenti e ricercatori, si è rifiutata di incontrarli, spingendoli a continuare il loro sciopero ad oltranza.

Nel corso del mese di dicembre le mobilitazioni erano proseguite all’interno del campus con striscioni, grida di protesta e tanta rabbia, nell’attesa di un epilogo positivo. Epilogo che a quanto pare non c’è stato, dal momento in cui la Fondazione sembra fingersi ancora oggi estranea ai fatti, nonostante le continue richieste tramite proteste ed il costante interessamento da parte di numerosi docenti universitari, sensibili alla causa, che si sentono vicini alla lotta portata avanti dalle lavoratrici e dai lavoratori delle pulizie.

Il videoracconto di una lavoratrice qui.

Maria Iemmino Pellegrino