Se la chiamano march madness, un motivo dovrà pur esserci. La pazzia che si respira in NCAA ha contagiato anche i Cleveland Cavaliers…in negativo. Un momento difficile per la squadra di LeBron James, che non concludeva un mese in doppia-cifra di sconfitte dal novembre 2003 (4-11). Allora, il tre volte campione NBA muoveva i primi passi all’interno della Lega, che sapeva che avrebbe dominato, in una squadra che certamente non è paragonabile a quella odierna. E così, per la prima volta dal novembre 2015, i Cavs perdono anche il primo posto nella Eastern Conference, soffiatogli dagli ormai non più sorprendenti Boston Celtics di Isaiah Thomas.

“Stiamo vivendo un cattivo momento”, ha commentato James al termine della sconfitta contro i Chicago Bulls della scorsa notte. “Penso che ce l’abbiamo messa tutta. Credo solo che non riusciamo ad essere ancora concentrati per 48 minuti interi”. Ci ha pensato poi Kyrie Irving a minimizzare il tutto: “Non è il momento di farsi prendere dal panico. Io non lo sto facendo e non credo che nessuno dei miei compagni dovrebbe farlo. Miglioreremo. Adesso va davvero, davvero male. Ma ne usciremo fuori”.

La situazione dei Cavs, che restano comunque ampiamente favoriti per arrivare fino in fondo, è un campanello d’allarme che non va sottovalutato, in vista della post-season che si avvicina. Nel complesso, i numeri non sono affatto rassicuranti difensivamente rispetto alla passata stagione.

James
Le statistiche di entrambe le stagioni sono aggiornate al 31/03

Nel mese di marzo, poi, il crollo totale:


I numeri, dunque raccontano molto delle 10 sconfitte a cui Cleveland è andata incontro negli ultimi 31 giorni. LeBron James, le cui squadre sono sempre andate mediamente molto bene, poche volte ha chiuso un mese con una percentuale di vittorie così basse. Escludendo i mesi in cui si gioca relativamente poco (ottobre e spesso aprile), infatti, ci accorgeremo che era dal febbraio 2005 che i Cavaliers di James non andavano così male. In generale, solo in altre quattro occasioni la percentuale è stata inferiore a quella delle ultime 17 partite (0,411).

Michele Di Mauro

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