Un incendio doloso è stato appiccato, la sera del 2 aprile, al Fondo Rustico Amato Lamberti, il primo tra i beni agricoli confiscati alla camorra a Napoli.

A raccontare la vicenda, tra la rabbia e la disperazione, Ciro Corona della cooperativa (R)esistenza che gestisce il bene confiscato:

“HANNO INCENDIATO IL VIGNETO SUL FONDO RUSTICO LAMBERTI… La corsa contro il tempo, 15 km di distanza che non finivano più… arrivo a via Tirone, la puzza di bruciato il fumo, la voglia di gridare e scoppiare in lacrime sostengono la mia folle corsa…”.

La rabbia e la disperazione di Ciro sono entrambe figlie della stessa matrice: la consapevolezza che non ti lasceranno mai in pace, non ti lasceranno mai fare. Non importa che “al potere” non ci siano più i Simeoli a cui quel terreno era stato portato via, quasi come un simbolo della loro forza sul territorio; non importa da quanti anni, oramai, vada avanti il lavoro dei ragazzi in quei campi a Chiaiano; non importa quanto bene è stato fatto e quanta fatica sia costato, le intimidazioni non cesseranno mai di essere.

Che sia stato un vile atto intimidatorio è indubbio e lo è già da quella sera stessa, quando, appena arrivato al Fondo ancora in fiamme, Ciro Corona è stato “affrontato” da due persone in scooter che gli hanno gridato in dialetto: “ve ne dovete andare”.

Ogni dubbio è stato poi fugato la mattina seguente, quando è stato possibile scoprire che l’incendio era stato appiccato con del liquido (acceleratore di combustione) e un divano”.

Non che la cosa stupisca: non è la prima volta che il bene intitolato al sociologo Amato Lamberti, fondatore dell’Osservatorio Anticamorra, subisce attacchi del genere. Negli anni i furti sono stati numerosi. Emblematici, tra i tanti, due episodi, uno risalente al 2013 e uno al 2015. Nel primo caso gli attivisti, una mattina di giugno, si ritrovarono di fronte a due fosse scavate nel campo destinato alla semina, rappresentanti due tombe, con tanto di croci fatte di terra; nel secondo, il solito furto di materiale per il raccolto fu firmato con delle svastiche.

Qualcosa col tempo è cambiato, però, ed è stata questa vicenda a metterlo in luce: le persone di Chiaiano sono dalla parte del vigneto, della cooperativa (R)esistenza e dalla parte della legalità. Sono loro che sono corse a spegnere l’incendio con ogni mezzo, mentre i soccorsi ritardavano ad arrivare.

Chiaiano ieri ha dovuto rispondere ancora una volta dal basso nella difesa di quel posto. Ancora una volta i veri custodi son stati i cittadini, i napoletani”.

Non solo i cittadini hanno mostrato la propria vicinanza ai ragazzi del Fondo. Numerose sono state, infatti, le dichiarazioni di sostegno indirizzate a Ciro Corona e alla cooperativa, prima tra tutte quella del sindaco Luigi de Magistris:

“Vicinanza a Ciro Corona e ai ragazzi che gestiscono il Fondo Rustico A. Lamberti di Chiaiano per l’incendio che dalle prime informazioni sembra doloso. Provvidenziale la pioggia e l’intervento dei cittadini residenti a Chiaiano, grazie al loro tempestivo e coraggioso intervento hanno scongiurato il peggio. Una reazione importante, che lancia un chiaro segnale a chi pensa di intimorire con questi atti vili. Il fondo è del popolo napoletano, non dei criminali. Forza Ciro, non siete soli. Vinceremo!.

Anche Libera Campania ha rilasciato una dichiarazione sulla vicenda, in cui si sottolinea come atti intimidatori simili, messi in atto ai danni di beni confiscati, siano diventati molto diffusi:

“Abbiamo appreso la notizia dell’incendio del vigneto al Fondo Rustico Amato Lamberti di Scampia. Libera Campania esprime solidarietà alla Coop Resistenza, ai soci cooperatori e a tutti i ragazzi che animano quel luogo di giustizia. Nelle ultime settimane si sono susseguiti attacchi diretti e indiretti indirizzati alle realtà che riutilizzano beni confiscati per scopi sociali nell’area metropolitana di Napoli, atti odiosi tesi a mettere in difficoltà le esperienze di riscatto che sono impegnate a restituire questi beni alla collettività. Chi pensa che si possa fermare il processo di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra attraverso questi atti non comprende il valore profondo di ciò che produce, il portato di memoria e la presa di coscienza delle comunità a cui vengono restituiti. Questi episodi non fermano la voglia di riscatto di chi opera sui beni confiscati. Questa storia funziona e non può essere fermata”.

Fortunatamente i danni materiali non sono stati estesi, rimanendo circoscritti a una sola casetta di legno in disuso.

fondo rustico amato lamberti
fondo rustico amato lamberti

I danni morali forse sono maggiori, ma nessuno è disposto ad abbattersi.

“Noi di sicuro, con o senza la rete, con o senza le forze dell’ordine, con o senza le Istituzioni, così come ci hanno insegnato i nostri maestri briganti e partigiani, SAREMO SEMPRE QUI A DIFENDERE LA NOSTRA TERRA”.

Desire Rosaria Nacarlo